Sul numero de L'Espresso di questa settimana, un articolo di Luca Piana dal titolo Non è la Rai è Sky parla di ciò che gli esperti della pubblicità già sanno e avevano preannunciato da tempo: attenzione, tv generaliste, ai nascenti canali satellitari che vi ruberanno pubblico e rosicchieranno quote ai vostri investitori pubblicitari.
Dal canto loro, Rai e Mediaset hanno pensato bene di rispondere al problema proponendo una sfilza di reality show uno più inverosimile dell'altro e programmi che sembravano considerare la propria audience come una banda di automi che non chiedevano altro che lacrime e clamori, risate e sceneggiate, nessuno stimolo intellettuale, solo, quello che "già so perchè l'ho visto in televisione". Il tutto infarcito e guarnito da tante, molte (troppe) pubblicità e promozioni che non sembravano avere un'idea tanto diversa del pubblico che le guardava.
Ora si "scopre" che proprio i due colossi del mercato, sicuri della loro leadership e fiduciosi nel fatto che Sky & Co. non possano abusare di troppi spot (essendo reti finanziate dagli stessi abbonamenti che contraggono i loro clienti), hanno perso il 4,6% di telespettatori rispetto allo scorso anno, si sono trovati ad affrontare casi di clamorosi flop (Colpo di genio, Uno,due,tre...stalla! solo tra gli ultimi) e affannano nel tentativo di arginare la disaffezione generale anche nei confronti di capisaldi quali il Festival di Sanremo o Il Grande Fratello.
E c'è di più: è pur vero che i canali a pagamento non potranno contare più di tanto sulla pubblicità (a meno che non vogliano perdere uno dei loro plusvalori), ma è altrettanto vero che i pubblicitari sono molto ingolositi dal fatto che questi canali permettano una maggiore conoscenza del loro pubblico e che, in tal modo, sia più facile centrare il proprio target, la propria audience utile, in termini tecnici. Difatti, mentre gli investimenti netti di Rai e Mediaset sono diminuiti del 6,8 e del 6,2 per cento, la rete di Murdoch è cresciuta del 26%. Ovviamente, i più "fedifraghi" sono i giovani, quindi, lo si ricordi bene, i futuri consumatori.
E voi come credete che si giustifichino a Roma e a Milano?
Col fatto che l'eccessivo e prematuro caldo spinge la gente fuori casa, lontana da telecomandi e palinsesti.
Chapeau.

Gianluca Diegoli, di minimarketing (link sulla destra), ha avuto questa fantastica intuizione.
Si tratta di una competizione, assolutamente amichevole, tra giovani blog (il che non implica, ovviamente, che i loro blogger siano altrettanto giovani!) inerenti all'ambito della comunicazione, del marketing, della pubblicità. Il tutto si svolge come in un regolare torneo, comprensivo di scontri diretti e turni da passare, fatta eccezione per il modo in cui si sancisce la vittoria o meno di un blog, decisione che spetta ad una giuria di professionisti dell’ambito e navigati blogger.
Gli elementi per una “sfida” stimolante ci sono tutti: clamorose esclusioni, piacevoli sorprese, un po’ di rammarico, qualche soddisfazione. Chi vince non guadagna effettivamente nulla, ma potrà fregiarsi dell’onore di essere stato considerato il migliore.
Quello che ho trovato più interessante del concorso è sicuramente il fatto che, in tal modo, molti blog abbiano potuto farsi una gran bella pubblicità, difatti alcuni di questi, a me prima ignoti, sono ora elencati tra i miei link preferiti.
Quindi, sicuramente, auspico che l’iniziativa si ripeta l’anno prossimo (sì, sono una ruffiana, è ovvio che sto trepidando per parteciparvi!).
Un consiglio l’avrei, però.
Il tutto avrebbe un valore aggiunto se si esplicitassero dei criteri per i quali un blog è considerato vincente su un altro. Per esempio, a mio parere, il costante aggiornamento dello spazio ha un certo peso, così come la varietà di fonti e materiale multimediale dovrebbe costituire una nota di merito. Poi, certo, entrerà anche in gioco una certa dose di gusto personale, però trovo che così la “critica” (se di questa si può parlare) sia più costruttiva e che tutti siano stimolati a migliorarsi ulteriormente (sempre che ritengano sia il caso).
Gianluca, che dici, mi sono guadagnata la citazione tra gli sponsor dell’operazione???
La copertina, si sa, è la posizione più bramata da copy ed art director: l'opportunity to see viene amplificata dal fatto che, non solo chi acquista (ed effettivamente legge) il giornale viene a contatto con la pubblicità, ma anche il passante, l'uomo che sta prendendo il suo caffè al bar ed il pendolare distratto sono costretti a buttarci un occhio. Bisogna, dunque, sfruttare appieno l'enorme potenzialità data dalla posizione con qualcosa che attiri ancor di più l'attenzione, qualcosa che si fissi nella mente e che incuriosisca.
Mc Donald's l'ha capito bene...

In una parola: mAD!
Fonte: adsoftheworld
Il post di apertura di un blog è sempre una bella impresa. Come fare per catturare l'attenzione del saltellante spulciatore di blog, convincerlo dell'unicità del vostro spazio (in mezzo a milioni di altri) e fidelizzarlo ad una lettura, se non quotidiana, perlomeno periodica?
Ecco, se sapessi rispondere a queste domande, probabilmente non sarei ancora una studentessa in Scienze della Comunicazione. Comunque ci provo.
Prometto solennemente al popolo del web di essere breve e concisa. Ma accurata e precisa. Questo blog tratterà prevalentemente di pubblicità, ma, per forza di cose, toccherà anche il più vasto ambito della comunicazione. Dunque libri, cinema, televisione, Internet, teatro...tutto, insomma, ne farà parte.
Del primo post, più difficile ancora dell'apertura è la sua conclusione, dunque io decido di tagliare la testa al toro e non finire ques