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SAVE THE COPY, SAVE THE WOR(L)D.

Un blog, un perchè

Blogger: TheJoker84
Nome: Flavia Brevi, aka TheJoker84
Italo Svevo diceva: "Scrivere a questo mondo bisogna, ma pubblicare non occorre". Ecco, appunto.

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e sono

*loading* convertiti all'amore per la pubblicità
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lunedì, 30 aprile 2007

Le tv generaliste si preparano alla scoperta dell'acqua calda. Troppo calda.

Sul numero de L'Espresso di questa settimana, un articolo di Luca Piana dal titolo Non è la Rai è Sky parla di ciò che gli esperti della pubblicità già sanno e avevano preannunciato da tempo: attenzione, tv generaliste, ai nascenti canali satellitari che vi ruberanno pubblico e rosicchieranno quote ai vostri investitori pubblicitari.

Dal canto loro, Rai e Mediaset hanno pensato bene di rispondere al problema proponendo una sfilza di reality show uno più inverosimile dell'altro e programmi che sembravano considerare la propria audience come una banda di automi che non chiedevano altro che lacrime e clamori, risate e sceneggiate, nessuno stimolo intellettuale, solo, quello che "già so perchè l'ho visto in televisione". Il tutto infarcito e guarnito da tante, molte (troppe) pubblicità e promozioni che non sembravano avere un'idea tanto diversa del pubblico che le guardava. 

Ora si "scopre" che proprio i due colossi del mercato, sicuri della loro leadership e fiduciosi nel fatto che Sky & Co. non possano abusare di troppi spot (essendo reti finanziate dagli stessi abbonamenti che contraggono i loro clienti), hanno perso il 4,6% di telespettatori rispetto allo scorso anno, si sono trovati ad affrontare casi di clamorosi flop (Colpo di genio, Uno,due,tre...stalla! solo tra gli ultimi) e affannano nel tentativo di arginare la disaffezione generale anche nei confronti di capisaldi quali il Festival di SanremoIl Grande Fratello.

E c'è di più: è pur vero che i canali a pagamento non potranno contare più di tanto sulla pubblicità (a meno che non vogliano perdere uno dei loro plusvalori), ma è altrettanto vero che i pubblicitari sono molto ingolositi dal fatto che questi canali permettano una maggiore conoscenza del loro pubblico e che, in tal modo, sia più facile centrare il proprio target, la propria audience utile, in termini tecnici. Difatti, mentre gli investimenti netti di Rai e Mediaset sono diminuiti del 6,8 e del 6,2 per cento, la rete di Murdoch è cresciuta del 26%. Ovviamente, i più "fedifraghi" sono i giovani, quindi, lo si ricordi bene, i futuri consumatori.

E voi come credete che si giustifichino a Roma e a Milano?

Col fatto che l'eccessivo e prematuro caldo spinge la gente fuori casa, lontana da telecomandi e palinsesti.

Chapeau.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 16:20 | link | commenti
marchi: cibo per la mente, carta e pena
venerdì, 27 aprile 2007

Tutti insieme appassionatamente

marketing_playoff

Gianluca Diegoli, di minimarketing (link sulla destra), ha avuto questa fantastica intuizione.

Si tratta di una competizione, assolutamente amichevole, tra giovani blog (il che non implica, ovviamente, che i loro blogger siano altrettanto giovani!) inerenti all'ambito della comunicazione, del marketing, della pubblicità. Il tutto si svolge come in un regolare torneo, comprensivo di scontri diretti e turni da passare, fatta eccezione per il modo in cui si sancisce la vittoria o meno di un blog, decisione che spetta ad una giuria di professionisti dell’ambito e navigati blogger.

Gli elementi per una “sfida” stimolante ci sono tutti: clamorose esclusioni, piacevoli sorprese, un po’ di rammarico, qualche soddisfazione. Chi vince non guadagna effettivamente nulla, ma potrà fregiarsi dell’onore di essere stato considerato il migliore.

Quello che ho trovato più  interessante del concorso è sicuramente il fatto che, in tal modo, molti blog abbiano potuto farsi una gran bella pubblicità, difatti alcuni di questi, a me prima ignoti, sono ora elencati tra i miei link preferiti.

Quindi, sicuramente, auspico che l’iniziativa si ripeta l’anno prossimo (sì, sono una ruffiana, è ovvio che sto trepidando per parteciparvi!).

 

Un consiglio l’avrei, però.

 

Il tutto avrebbe un valore aggiunto se si esplicitassero dei criteri per i quali un blog è considerato vincente su un altro. Per esempio, a mio parere, il costante aggiornamento dello spazio ha un certo peso, così come la varietà di fonti e materiale multimediale dovrebbe costituire una nota di merito. Poi, certo, entrerà anche in gioco una certa dose di gusto personale, però trovo che così la “critica” (se di questa si può parlare) sia più costruttiva e  che tutti siano stimolati a migliorarsi ulteriormente (sempre che ritengano sia il caso).

Gianluca, che dici, mi sono guadagnata la citazione tra gli sponsor dell’operazione???

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 12:52 | link | commenti (6)
marchi: competitions, cibo per la mente
martedì, 24 aprile 2007

AD-dentatura appetitosa

La copertina, si sa, è la posizione più bramata da copy ed art director: l'opportunity to see viene amplificata dal fatto che, non solo chi acquista (ed effettivamente legge) il giornale  viene a contatto con la pubblicità, ma anche il passante, l'uomo che sta prendendo il suo caffè al bar ed il pendolare distratto sono costretti a buttarci un occhio. Bisogna, dunque, sfruttare appieno l'enorme potenzialità data dalla posizione con qualcosa che attiri ancor di più l'attenzione, qualcosa che si fissi nella mente e che incuriosisca.

Mc Donald's l'ha capito bene...

Mcdonaldsbreakfast.preview

 In una parola: mAD!

Fonte: adsoftheworld

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 09:24 | link | commenti
marchi: alternative advertising
lunedì, 23 aprile 2007

Comunicare il fatto. Anzi, no.

Ho da poco terminato la lettura de “La scomparsa dei fatti”, di Marco Travaglio.
Ora, so bene che Travaglio è un giornalista che divide nettamente il pubblico tra chi lo ama incondizionatamente e chi lo odia a prescindere. Chi lo odia, di solito, lo fa perché si è sentito attaccato da lui, o lo è stato, o perché pensa che, per partito politico preso (di destra o di sinistra, poco importa), debba essere contro di lui.
Indipendentemente dal gruppo a cui apparteniate, però, credo che quello di cui si parla in questo libro sia oggettivamente constatabile da noi tutti.
L’autore denuncia il giornalismo nostrano, viziato da linee editoriali che sfociano in linee politiche, da impreparazione dei suoi maggiori rappresentanti, da chi ha confuso la par condicio con il patto del “io non dico tutto quel che so di te, tu non dici tutto quel che sai di me”. C’è qualcuno che potrebbe negare che i nostri quotidiani, ormai, parlano sempre meno di fatti e sempre più di opinioni? Nessuno di noi ha notato come i telegiornali dedichino sempre più servizi al tempo, o ai prossimi calendari in uscita, o addirittura alla cucina, piuttosto che occuparsi seriamente di quel che succede nella politica, nell’economia, nel sociale, e spiegarcelo con chiarezza?
Ma preferisco concludere con qualche frase estrapolata dalla premessa del libro stesso.
 
“I fatti separati dalle opinioni”. Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti. Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: “Niente fatti, solo opinioni”. I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.
 
C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C’è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s’incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C’è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C’è chi nasconde i fatti perché tra poco ci sono le elezioni.
C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C’è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
C’è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
C’è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, “c’è gente che pagherebbe per vendersi”.
 
E voglio vedere chi ha il fegato di dire che non è così.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 20:03 | link | commenti
marchi: cibo per la mente
domenica, 22 aprile 2007

Ho un'idea: largo ai giovani!(?)

Questo è un post sulla pubblicità, che mira a fare della pubblicità ad un’iniziativa per chi vuol fare pubblicità.
ihaveanidea (http://ihaveanidea.org/index.php) ha indetto, per il 3 maggio, una Portfolio Night, una serata in cui tutti i giganti del mondo della pubblicità visioneranno i portfolio di aspiranti copywriter ed art director. Nessun colloquio, semplicemente, una bella chiacchierata con dei direttori creativi altrimenti (quasi) irraggiungibili, utili suggerimenti e consigli da parte di chi “ce l’ha fatta”, una possibilità di arricchimento per entrambe le parti, un’occasione per far notare le proprie potenzialità o scoprire brillanti promesse. Lo scopo è quello di “unire la nostra industria a tutti i livelli per un giorno ed aiutare a rendere la prossima generazione la miglior generazione”. La Portfolio Night non è un’idea nuovissima, ma è già alla sua quinta edizione. L’obiettivo di quest’anno è di estendere la manifestazione a tutti gli angoli del pianeta e, difatti, moltissime sono le città e gli stati coinvolti: da Melbourne a Tokio, da Parigi a Buenos Aires, da Vancouver a Johannesburg. Insomma, tutti. O quasi. Caro Ignacio (Oreamuno, presidente di ihaveanidea) purtroppo la tua idea rischia di non essere così “globale”, perché indovinate un po’ chi non figura nella lista dei partecipanti? Proprio così, l’Italia è assente: nessuna associazione di categoria ha pensato di organizzare la Portfolio Night da noi. Sfiducia nei giovani? Si teme che i grandi creativi la considerino una seccatura? Non lo so. Ma, per fortuna, dove non arrivano i club, arriva l’intuito (e un pizzico di follia) del singolo.
Su http://mizioblog.splinder.com è gia partita la raccolta delle firme degli aderenti e si sta progettando di coinvolgere ebolaindustries.com per far in modo che anche gli emergenti talenti italiani abbiano la loro "Serata".
Perché, come dice John Elliott, “le grandi idee sono così difficili da riconoscere, così fragili, così facili da uccidere”.
(articolo scritto per Segnal'etica)
 
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 12:48 | link | commenti
marchi: copy e incolly
sabato, 21 aprile 2007

Prima regola del comunicare: sapere quando tacere

Il post di apertura di un blog è sempre una bella impresa. Come fare per catturare l'attenzione del saltellante spulciatore di blog, convincerlo dell'unicità del vostro spazio (in mezzo a milioni di altri) e fidelizzarlo ad una lettura, se non quotidiana, perlomeno periodica?

Ecco, se sapessi rispondere a queste domande, probabilmente non sarei ancora una studentessa in Scienze della Comunicazione. Comunque ci provo.

Prometto solennemente al popolo del web di essere breve e concisa. Ma accurata e precisa. Questo blog tratterà prevalentemente di pubblicità, ma, per forza di cose, toccherà anche il più vasto ambito della comunicazione. Dunque libri, cinema, televisione, Internet, teatro...tutto, insomma, ne farà parte. 

Del primo post, più difficile ancora dell'apertura è la sua conclusione, dunque io decido di tagliare la testa al toro e non finire ques

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 17:18 | link | commenti (11)
marchi: carta e pena, regole del comunicare