Il titolo si giustifica col fatto che io e gli sport (così come io e la matematica, così come io e l'informatica, così come io e la cucina, così come io e dio) siamo troppo diffidenti l'una nei confronti dell'altro e viceversa.
A parte ciò, guardate l'operazione di ambient marketing escogitata da Adidas e sperimentata a Parigi per il lancio delle nuove scarpe da basket.



Un solo dubbio, non riguardo alla campagna dell'Adidas, ma proprio riguardo all'ambient advertising. Non trovate che sia poco eticamente corretto? Il suo principio consiste nell'occupare spazi alternativi e inusuali per la pubblicità, ma questo non vuol dire anche "attaccare" la gente quando si sente meno esposta e, dunque, è più vulnerabile? Inoltre, non ci si sta davvero avviando sulla strada del totale "bombardamento pubblicitario", dato che ci si dovrà aspettare che i "colpi" possano arrivare da tutte le parti?
Questa campagna della Nike per i suoi costumi da bagno la definirei immaginifica...


Immaginifica, sì, perchè poi la realtà è molto più triste.
Sì, questa è la realizzazione dell'ad. No, la bambola non è la nuotatrice che vedete nelle foto (quella era una donna in carne e ossa), ma è servita per ricreare l'ombra.
Fonte: www.thinkglobalactstupid.com
Già in un post precedente vi avevo mostrato come è stato sfruttato lo spazio su alcuni autobus in modo alternativo e creativo. Oggi è la volta dei camion.




Fonte: www.scattodesign.com/blog

Bella questa bozza dell'art director per rimandare alle lenti a contatto usa e getta, ma ora passiamo all'ad vero, quello con un testo, o almeno un'headline dotata di una reason why per convincere l'osservatore a comprare il nostro prodotto.
...
......
Come dite? E' questo l'ad? Ah.
Fonte: http://got-ads.blogspot.com
Chi volesse leggere questo post mi faccia il favore di non tralasciare quello precedente. Anzi, prima fate scorrere la barra in giù, leggetevi il bellissimo articolo di Pietro e poi potete tornare qua.
Fatto?
Bene, mi fido. Ora possiamo passare ad altro, per esempio a questo.



Sono pubblicità di un hotel.
Fortunatamente, vedo che anche qualcun'altro è del mio stesso avviso.
"Carino!" pensa chi vede questo ad, ma nulla di più.
Che poi, è proprio per quel di più che l'azienda contatta un'agenzia pubblicitaria.
Premessa dell'autrice del blog
Già una volta, più o meno qui (post del 13 maggio), avevo accennato alla tendenza della Volkswagen di farsi promuovere da ad nei quali il prodotto non compariva mai. Vi avevo anche detto che l'idea mi era stata suggerita dal mio amico Pietro, che aveva visto una pubblicità in Francia (e non su carta, ma in televisione!) di questo tipo e ne era rimasto colpito e sorpreso.
Oggi mi ha inviato un articoletto proprio riguardo a quello spot. "Ora tocca a te modificarlo, per aggiungere informazioni "tecniche" che io non conosco (sei tu la pubblicitaria!) o quello che vuoi" mi scrive.
Caro Pietro, l'unica cosa che avrei voluto aggiungere sarebbe stata il filmato stesso, che ho cercato e cercato, ma proprio non ho trovato. Per il resto, non mi sento di modificare assolutamente nulla ed, anzi, la tua descrizione è così visionaria e dettagliata che io già mi sono figurata in testa come dev'essere questa pubblicità e un poco temo al pensiero che potresti fare il mio lavoro meglio di me.
Anzi, no, scrivi troppo bene, non limitarti a fare il copywriter! ;-)
Ma bando alle ciance, ora ecco l'articolo.
Quando basta il nome
Pietro Dossena
Va bene che il target è giovanile.
"No exit. Durex."
Va bene il tono scanzonato, per sdrammatizzare l'argomento tabù...

"To the parents of EURO 2004 Greek football team players:
(list of the players)
Thank you...for not buying our products!
Durex condoms. No 1 in the world...and in Europe."
"Ai genitori dei giocatori della squadra greca di calcio di EURO 2004:
(lista dei giocatori)
Grazie...di non comprare i nostri prodotti!
Preservativi Durex. N° 1 nel mondo...e in Europa."
...o per ingraziarsi il destinatario ideale, cercando di parlare il suo linguaggio e di utilizzare il suo stesso modo di fare ironia.

"To all those who use our competitor's products: Happy Father's Day."
"A tutti quelli che usano i prodotti dei nostri rivali: buona Festa del Papà."
Però bisogna stare attenti a non scadere nella volgarità e guadagnarsi il disappunto, anzichè la simpatia.

In questi casi, infatti, lo scivolone è sin troppo facile.

...e lo dico in tutti i sensi possibili. Guardate questi adesivi affissi all'entrata dei bagni pubblici o nei pressi delle uscite d'emergenza.


Ora non abbiamo più dubbi (ma li abbiamo mai avuti?): la pubblicità ci seguirà ovunque!
PS: ammetto che quest'operazione di marketing mi ha fatto sorridere. Ma, per favore, non raccontatelo in giro.
Fonte: http://theadmad.blogspot.com
Il primo maggio 2007 lo Al-Hayat Newspaper ha lanciato l' "anti-smoking competition", una sfida per i giovani creativi ad inventare un visual per una campagna anti-fumo. I migliori ad verranno pubblicati sullo stesso giornale. Naturalmente, la competizione è un espediente ed essa stessa fa parte della campagna, che ve lo dico a fare.



Certo che, però, sarà difficile per i competitors battere in creatività la pubblicità della stessa gara.
Fonte: www.adofdamonth.com
Magnifico l'ad, qui riportato, del WWF...
"Fashion claims more victims than you think - La moda esige più vittime di quante tu pensi"
(Fonte: www.numeroventi.com)
...Carina la campagna di Greenpeace...
"Winter. You'll miss it when it's gone - Inverno. Ti mancherà una volta passato"
(Fonte: www.adverbox.com)
...Visivamente altrettanto bella ma, a mio parere, meno efficace quella dell'Unicef.
" 1.5 million children die every year from drinking polluted water - Un milione e mezzo di bambini muore ogni anno per aver bevuto acqua inquinata"

(Fonte: www.adverbox.com)
A parte il fatto che, di primo acchito, avevo pensato che il visual si riferisse più all'amanita muscaria, nota a tutti per essere un fungo velenosissimo, che alla bomba atomica (ma non dubito che ciò possa essere dovuto a miei seri problemi di vista e a un'immaginazione alquanto complessa e troppo fervida).
A parte il fatto che, sì, a pensarci bene, il rimando indica che l'acqua inquinata ha fatto e continua a fare più vittime di quel fatale 6 agosto del 1945.
Però io credo che le campagne sociali abbiano il difficile compito di smuovere davvero le coscienze e renderle consapevoli della rilevanza di certi problemi. E le loro pubblicità dovrebbero essere molto più "impattanti", più dirette, oserei dire crude e cruente.
Ovviamente, questo sarebbe concesso solo alle campagne sociali.
No, forse per alcuni non è così ovvio.