Dunque, io ho ideato quella campagna per Pepsi a luglio.
Luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre. Cinque mesi.
Decido di pubblicarla due giorni fa. E ieri, proprio ieri, è uscita questa campagna della Pepsi.

Altri soggetti qui.
Ora, io dico che questi l'han fatto apposta per farmi fare una colossale figura di merda principiante e farmi vergognare del mio modesto home-made ad (fatto con i mezzi che s'aveva a disposizione e raccattando le immagini da Google).
Però, almeno per quanto riguarda il claim, io preferisco il mio, ecco.
E guai al primo che risponde: "Ogni scarrafone è bello a mamma soja".
Ebbene, sì, da oggi parte una nuova rubrica nella quale metterò i miei lavori.
La campagna multisoggetto che andrete a vedere è un puro esercizio che ho svolto ad hoc per rimpolpare il portfolio – un modo poetico e tortuoso per dire che Pepsi non ha spillato un nichelino per questa pubblicità.
Attendo, con un filo di tensione, commenti, suggerimenti, obiezioni. Come sempre, non solo dai professionisti, ma anche dai destinatari dell’advertising.



Credits:
Copywriter: Flavia Brevi
Art Director: Alessandro Grimaudo
Agency: http://simplyaddicted.splinder.com
Ovviamente, avrei pensato anche ad un ambient da collegare che invischiasse palline da flipper e bocce del bowling con i colori del logo Pepsi.
E ora che son uscita allo scoperto, siate critici come io lo sono stata nei confronti del lavoro degli altri, prego.
Ne parlano anche, su mio invito (parte in aggiornamento):
Sono internescional:
Da qualche giorno ho scoperto il Babbo Natale Fan Blog, cui ho prontamente deciso di aderire - e vi invito a fare altrettanto.
Mi è piaciuta la filosofia - un Babbo Natale che crede nei sogni, che non porta regali materiali ai bambini solamente perchè cade un'occorrenza, che s'incazza con i Savoia perchè quando ce vo', ce vo'.
E, soprattutto, mi è piaciuto il video che la redazione del fan club ha pubblicato.
Ps: rivolgerei la stessa canzone alla Telecom, che persiste nel lasciare buona parte del cremasco scoperto da qualsivoglia connessione a Internet.
Pps: non so se avete notato l'icona nel blogroll. No, giusto per dire che ormai l'informatica non ha più misteri per me.
E, dopo due giorni di astinenza forzata, una si piazza davanti al pc con un po' d'acquolina in bocca e pensa: "Chissà in tutto questo tempo che mi son persa dalle pubblicità di tutto il mondo!".
Poi, dopo aver passato un'oretta pescando qua e là nel mare di Internet, la stessa si dice: "E vabbè. Già che c'ero, avrei anche potuto prendermi una vacanza di una quindicina di giorni".
Però, dai, qualcosa di geniale l'ho scovato.


Non è la prima volta che mi capita di vedere questa tecnica dell'accartocciamento, spesso sfruttata per diversi scopi (vedi qui, per esempio).
E vi confesserò che non vedo l'ora di poter stropicciare anch'io un outdoor.
Fonte: www.ibelieveinadv.com
Un post giusto per ringraziare l'efficientissima Alice ADSL , che ha lasciato l'intero mio paese sprovvisto della connessione Internet per tutto il weekend.
E non è mica la prima volta.
Ci risentiamo nel pomeriggio.
Mi auguro che conosciate l'inglese, perchè questa canzone del ringraziamento nonchè ode ad Axe fa veramente scompisciare dalle risate.
Ribadisco, per l'ennesima volta : Axe riesce nel difficilissimo compito di strizzare l'occhio all'irriverenza maschile senza offendere il lato femminista di ogni donna.
Fonte: http://kttbblog.splinder.com
Questo spot della Coca-Cola in vista degli Europei di calcio del 2008 mi ha fatto sorridere.
Sono quasi certa di aver assistito di persona ad una scena più o meno simile.
Sorrido anche pensando a quante versioni si genereranno a partire da questi concetto.
Insomma, un vero concetto con le palle.
Si ritira dopo il sopracitato gioco di parole.
Dopo essermi resa conto che negli ultimi post ho parlato di Pee&Poo, mestruazioni, attributi maschili e viagra (chiavi che, di certo, implementeranno il numero di visite del blog), ho capito che era il caso di cambiare "regime dietetico".
Alberto mi segnala questa iniziativa e io rimango più o meno nella sua scia pubblicando il seguente filmato.
In tutta sincerità: il tizio del video mi par piuttosto carino. Hai voglia ad abbracciarlo!
Qualche post fa, lanciavo, così, en passant, una velata critica a certi miti imposti ai giovani, quali le Bratz o Hannah Montana.
Oggi mi tocca fare pubblica rettifica.
Perchè ho scoperto che il proverbio "Non c'è limite al peggio" non è, poi, solo un modo di dire.

Pee&Poo.
Non so se mi spiego.
E pensate che questi pelouche perversi stazionano solo al settimo posto della classifica dei 25 giocattoli più sconcertanti provenienti da tutto il mondo.
Chissà Freud che conclusioni avrebbe tratto sugli ideatori di questi giochi.
Io credo che siamo tutti d'accordo nel dire che, se c'è un argomento che in pubblicità proprio non riesce ad essere trattato con il giusto tono di voce e approccio, be', quello è lui.
Signori, avrete capito sicuramente e so che probabilmente ora abbandonerete la lettura di questo post.
Non vi biasimo.
Perchè quello che stiamo per vedere ora è quanto di peggio mente umana abbia mai concepito. Un prodotto emblema dell'igiene. E guarda te dove me lo piazzano.

Nel lavandino di un bagno pubblico.
Ora, per chi non è avvezzo dei bagni pubblici femminili, posso assicurare alcune cose:
1 - la donzella deve recarsi alla toilette molto più spesso di un uomo - altro colpo basso inflittoci da madre natura insieme alle mestruazioni, appunto, e al parto con dolore;
2 - ergo: prima o poi, seppur contro il suo volere, la madama dovrà usufruire almeno una volta in vita sua del bagno pubblico;
3 - la giovin, non appena varcata la soglia, si troverà di fronte una realtà a lei sconosciuta, nuova, ma, soprattutto, inquietante;
4 - nel 70% dei casi, tra le cose impressionanti cui dovrà far fronte - e ringraziate il cielo che non stia qui a elencarvele tutte - ci sarà anche la presenza di un assorbente usato (fortunatamente, quasi sempre chiuso e avvolto dalla sua stessa confezione) che si troverà o a galleggiare nell'acquetta del wc, o a un passo dal cestino apposito - il che significa che l'hai fatto proprio apposta, stronza.
Ecco, chiusa questa parentesi quarkiana, provate a immaginare cosa significhi trovarsi questo stramaledettissimo cencio finanche nel lavandino.
Ok, è un ambient.
Ok, è per comunicare la super assorbenza del prodotto.
Ma, no, non mi hai fatto ridere.
Fonte: www.adverbox.com