Tesi dell'ambient perfetto (detta anche Brevi's theory): tanto più semplice e comune sarà l'idea alla base (Siß), tanto più successo (§) avrà se la piazzi nel posto giusto (pG).
Siß + pG → § x (iß + pG)
H (ipotesi): Siß= immagine di donna che si lava i capelli per pubblicizzare uno shampoo;
pG= fontana
Dimostrazione:

c.v.d.
Fonte: OpenAds
Update: ringrazio Alex Badalic per questo, quello e quest'altro!
Si, vabbè,

peccato che sia proprio il gas di Sprite che poi diventa il mio.
(E' un momento difficile per l'advertising, in giro non trovo nulla di che, quindi il tenore di questi post non può essere più elevato di questo)
Fonte: Copyranter
Il problema serio di tenere un blog come questo sono le fonti.
Io ne consulto circa un centinaio giornalmente, poi ce ne sono altre 150 che visito un paio di volte a settimana, in base alla frequenza dei loro aggiornamenti.
E, credetemi, è un lavoro che richiede tempo. Soprattutto quando, poi, da uno di quei siti scopri altri blog da tener d'occhio.
Così è capitato che, leggendo Il Comunicatore, sia incappata in 16 di 16, storia di Francesco Colantonio e dei suoi tentativi per entrare in Leagas Delaney.
Poi è successo che, visitando Blog By Blue, sia rimasta colpita dal video di Poeta Di Sottofondo in cui si racconta il normale iter dell'aspirante pubblicitario e dove vengono ben delineati alcuni prototipi di direttori creativi ("Io sono leggenda" è il migliore):
E allora, che devo fare, continuo a leggere e navigare.

Fonte: Marketrix
Ora scrivo una mail e rivendico i miei diritti d'autore.
A' rega', c'è er Pupone che fa lo spot di Omnitel, anvedi che rrridere! A' Pupone, eddai, raccontace un'altra delle tue barzellette, che me piacciono tanto!
IB: "Amore, sei libero!"
FT: "Allora me megno 'n'altra sarsiccia!"
UAHAhahahaha...aha...aspe...aspetta...
MA CHE CAZZO DI BATTUTA E'?!?
Cioè, sono io che ho un sense of humor troppo sofisticato o qui mancano proprio oggettivamente le basi della comicità (nonchè del cogliere di sorpresa)?
Meno male che a farmi sorridere ci pensa questo spot indiano di Vodafone.
Ecco come Coca-Cola ha informato le agenzie della sua nuova campagna pubblicitaria: un mini distributore di bevande contenente una bottiglietta dallo speciale packaging ed il piano di comunicazione.
Che non si fa mancare nulla: Internet, spot, packaging ad hoc. Insomma, quel che si dice "integrare i media".
Non c'è niente da fare: i brand leader nel loro settore sono sempre, pensa un po' la coincidenza, leader nella comunicazione.
Fonte: Comunicadores De Plantao
Dunque, la cattiva notizia è che oggi non ho trovato niente che mi colpisse particolarmente in giro.
La buona notizia è che, allora, posso pubblicare questo mini-micro-cortometraggio di Prada per presentare la collezione primavera-estate 2008, che avevo in serbo da qualche giorno:
Un titolo suggestivo, Trembled Blossoms, una realizzazione degna del più alto cinema, un modo originale e alternativo di mostrare i propri capi. (Una ci prova sempre, confidando nella magnanimità della signora Miuccia che, dopo tale elogio, si offrirà spontaneamente di regalarmi un accessorietto della sua linea)
Molto meglio,a parer mio, del primo spot televisivo di Louis Vuitton, A Journey:
Tono evocativo, belle immagini, eh, per carità.
Però, a me, quelle frasi da Bacio Perugina sul viaggio, già viste, già sentite, un poco stereotipate, danno noia.
Ho trovato carino lo spot con l'omone dalle cosce d'acciaio (e chissà che altro).
Ho provato simpatia e senso d'immedesimazione nella lotta contro i lunedì (ma anche contro ogni singola mattina).
Questo, però, li batte tutti:
NB: il mio preferito è l'unico che non è uscito in Italia.
(mavvaffa)
Ho in cantiere tantissimi lavori, tutti molto validi, da sottoporre alla vostra attenzione.
Alcuni, sono davvero dei piccoli capolavori.
Però.
Capita che t'innamori e rimani schiavo dell'oggetto del tuo desiderio.
Se poi, a ciò, uniamo la mia fatale attrazione per tutto ciò che è assolutamente inutile, senza senso e perditempo, allora la frittata è fatta.
Tutto questo per dire che è da mezz'ora che continuo a giochicchiare con il cane-rapper del sito svedese di Tele2:

Ovviamente, non conosco una cippa di svedese, non m'interessa nulla di quel che l'operatore dice o vorrebbe comunicare, a me basta pigiare senza sosta quei bottoncini cantando "Yo-Yo!" per sentirmi perfettamente appagata da questo sito.
Domani scrivo un post un po' più serio.
Forse.
Fonte: AdverBlog
Leggevo, giorni fa, un articolo di Silvano Agosti per Il Bergamo. Parlava dei sosia di Barack Obama Jr. Ma mica sosia a caso, no, sosia di professione. Sono sette, perché tradizion vuole che sette siano i sosia di ogni essere vivente "con caratteristiche d’identità perfette" (su questa frase ci sto ancora ragionando), e sono stati dislocati nelle maggiori metropoli USA "per diffondere il sentimento di simpatia nei confronti del candidato". Il loro lavoro consiste, infatti, unicamente nel circolare tra la gente e sorridere a tutti senza sosta. Niente dichiarazioni, nessuna parola in più, solo sorridere. Cito testualmente: "pare che gli specialisti in statistiche abbiano appurato che vedere il probabile prossimo presidente degli Usa alla guida di un’auto agitare la mano in segno di saluto aumenti quotidianamente la sua popolarità di un buon cinque per cento". Lavoro redditizio, quello del sosia di Obama, che garantisce un "forte stipendio, per il periodo delle elezioni e, se il candidato viene eletto, una pensione per tutta la vita".
Non stupiamoci.
I sosia ufficiali e remunerati di Obama sono solo sette.
In Italia, i lecchini che godono della medesima sorte e fortuna sono molti, ma molti di più.
Anzichè il solito video di Yes We Can, beccatevi la chicca John.he.is e ridiamoci sopra per non piangere:
Ps: rimango, comunque, sempre più impressionata dalla sofisticata comunicazione politica adottata negli Stati Uniti. E se penso che da noi il massimo della comunicazione è una pietosa strimpellata cantata con la stessa intonazione di uno stitico seduto sul cesso, una censura qua e là nelle notizie o l'inaugurazione dell'ennesimo simbolo di un "nuovo" partito, ecco, sto un po’ male.