Come sapete - o come dovreste sapere - questo blog fa parte del Crazy Marketing Network.

Bene, è con sommo orgoglio che annuncio la pubblicazione del nuovo sito dove, tra le varie chicche presenti, potrete trovare anche le biografie di noi autori e notare che la mia è sicuramente la più insulsa di tutte.
Comunque, a supporto del lancio del nuovo sito, eccovi il primo dei video di nostra produzione (bello poter usare la prima persona plurale anche se non hai mosso un dito) che, sulla falsa riga dei viral "Mac vs PC", spiega con ironia le differenze tra marketing tradizionale e non convenzionale:
Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio

SunChips sono le nuove patatine "verdi" fatte con l'aiuto dell'energia solare - che cacchio significherà, poi, non lo so, comunque il concetto dovrebbe essere che sono più sane, che rispettano l'ambiente e blablabla.
Anche l'outdoor che le promuove funziona con la gentile collaborazione del signor Sole e di sua figlia, l'Ombra.
Ora voi guardatelo e ammiratelo, ma non illudetevi troppo. Lo sapete, vero, che cose del genere in Italia non le potremo vedere, almeno per un po' di anni?
Già, perchè preferire l'interazione, il gioco, il ricordo e l'esperienza con il brand, quando potremmo averlo sempre bello scritto 24 ore su 24, senza sosta, proprio come fanno tutte le altre 35670 aziende?!
Anzi, già che ci siamo, mi può ingrandire di più il logo? Vedo troppo spazio vuoto lì.
Fonte: AdFreak
Tutti i comunicatori auspicavano un maggior ricorso ai nuovi media in occasione delle nuove elezioni - personalmente, avrei pensato a svecchiare prima gli old media o proprio i candidati, comunque...
A onor del vero, nessuno ha gridato al miracolo, ma alcuni hanni avvisato alcuni piccoli passi nella giusta direzione.
Cosa ne penso io? Niente di nuovo sotto il sole.
Non vedo cambiamenti fintanto che il modo di comunicare (non solo il mezzo) rimane lo stesso che vedo in quegli insulsi spottini tv o sugli imbarazzanti cartelloni che mi rovinano la vista - e l'appetito.
Non scorgo novità se tu, politico, mi tratti e ti rivolgi a me come se io fossi uno di quei debosciati che rimpinguano il pubblico di "Buona Domenica" et similia.
Tu pensi che il web sia il luogo dei fancazzisti e dei buon temponi, giusto? Hai sentito per caso parlare di "viral" e magari pure della Obama girl e credi di aver perfettamente compreso lo spirito di tutto questo, vero? Magari apriamo uno di quei...cosi...come li chiamano quelli...ah, sì, blog, e il gioco è fatto, no?
E realizziamo anche video come questi, che, tanto, mica sarà il web il luogo dei contenuti, di chi cerca approfondimenti, discussioni, confronti:
Meno male che Silvio c'è - nota l'attacco che ricorda vagamente "Happy Christmas (war is over)" di John Lennon.
I'm PD - manca solo l'indiano e poi abbiamo ripreso tutti i personaggi dei Village People.
E, se la pubblicità non ti offre particolari spunti oggi, cerca l'ispirazione altrove.

"Who says that men don't like reading? - Chi dice che agli uomini non piace leggere?"
Ok, però possiamo dire che le donne apprezzeranno di questo ad la parte copy, mentre gli uomini ringrazieranno l'art director? (e se vuoi meglio valutare il suo lavoro, clicca qui)
Mi piace l'annuncio stampa di Playboy, un po' meno l'outdoor:
L'idea sarebbe quella di un cartellone che di giorno appaia dorato e con il solo nome del brand ma che, col calare della notte, sveli un'altra faccia di sè: grazie alla disposizione delle luci, infatti, si può scorgere la figura dei seni di una donna (palesemente siliconata, ndr).
Già.
Peccato che io, invece, abbia collegato il tutto a questo.
Credits:
Agenzia: Philipp und Keuntje, Germania
Direttore creativo: Holger Lindhardt
Art Director: Oliver Brkitsch
Copywriter: Heiko Notter
Fonte: Ads Of The World
In attesa della prossima tranche della Coppa dei Marpioni, il 2 aprile, eccovi un'intervista esclusiva a uno dei protagonisti della prima edizione del torneo di subbuteo per pubblicitari, Saudade Malinconia.
Prego notare nel video la comparsata del bannerino di Simply ADdicted al 15", 58" e al minuto 2:18.
Chi non si è sintonizzato qui il 19 marzo sappia che si è perso, oltre ad un gioco sopraffino nella nobilissima arte, una chat popolata da un'utenza quanto mai eterogenea e cazzara.
Sottoscritta in primis, of course.
Conosco poco il marchio Fergi, ma, da quel che posso dedurre dal sito, mi sembra un brand che punta alle giovani donzelle.
E proprio qui nasce il mio dubbio:

perchè usare come testimonial la mamma della Tatangelo?!?
(E concentriamoci sulla scelta dei testimonial perchè il "Tutta un'altra musica" non si può veramente sentire!)
Fonte: Je suis Monsiuer Porreau

Ecco come si promuove la messa in onda di Sexy Camera, la nuova candid camera erotica - e con questo termine mi auguro non si intenda sorprendere le povere e innocenti coppiette in camporella - di FX, trasmettendo l'anima del prodotto (la malizia e il gioco) e colpendo in pieno il target (ambientando l'azione nei bagni maschili di locali e palestre).
Ora, il meccanismo mi sembra abbastanza chiaro, dunque non mi dilungo in spiegazioni.
Peccato che, evidentemente, le donne non siano le destinatarie del programma. Sì, perchè avevo già in mente la versione per il gentil sesso.
E tutto quel che vi posso dire senza incappare nella censura è che la cosa avrebbe implicato la catena per tirare l'acqua del water.
Credits:
Agenzia: AM NEWTON21
Creative Director: Luca Maoloni & Gabriella Ambrosio
Copywriter: Stefano Battistelli
Art Director: Andrea Savelloni
Fonte: Disruption
Dato che non mi fido del mio giudizio, che non ritengo abbastanza obiettivo in questo caso, allora chiedo a voi:
l'idea di usare il logo della Pepsi come una pallina all'interno di un videogioco o come una pedina per un gioco, non vi ricorda qualcosa?
Fables mi segnala l'azione di guerrilla lanciata per la Gazzetta dello Sport, che si integra perfettamente con lo spot in onda da qualche settimana:
Qualche nota: