Quando dico che sono stufa di vedere l'ennesima donna nuda o il solito doppio senso a sfondo sessuale nelle pubblicità, non intendo mica che il sesso vada bandito a priori dalla comunicazione.
Però, certo, bisogna saperlo utilizzare bene - e, no, non voglio fare nessun gioco di parole.
Per esempio, mi piace molto il tono innovativo con cui Greenpeace promuove la sua petizione per salvare la foresta.
Sensuale, non volgare, ammiccante, simpatico. (Ancor meglio sarebbe stato, a mio parere, senza alcun doppiaggio)
E' anche tempo che le campagne sociali si tolgano di dosso quell'aria da menagrame e scoprano un nuovo modo di proporsi, soprattutto se il destinatario è un pubblico giovane.
Certo, quella postilla nel sito che dice di "fare foto e/o video con i propri amici intenti a diffondere l'amore nella foresta" mi rende incerta e curiosa dei risultati, però il messaggio è giusto, in fondo:
"Se il verde scomparisse, dove andresti in camporella?!"
(Mmm, però non so se ho interpretato correttamente il video...)
Dato che, come alcuni partecipanti hanno sottolineato, effettivamente il programma di Codice Internet è lungo almeno tanto quanto quello dell'Unione, - e sappiamo tutti, poi, com'è andata a finire - cercherò di sintetizzare il più possibile.
Cosa: Codice Internet è una serie di iniziative concernenti la conoscenza delle potenzialità del Web.
Come: laboratori, workshop, mostre, spettacoli, flash mob e microeventi andranno direttamente incontro alla gente, investendola - credo metaforicamente - nei suoi luoghi di passaggio o di sosta, ma, insomma, all'aria aperta, fuori dagli schermi del pc.
Quando: dall'8 settembre 2008, per tutto il 2009.
Dove: si parte da Milano e poi ci si irradia per tutta la Penisola.
Perchè: più del 50% della popolazione italica soffre di analfabetismo digitale e c'è chi incoraggia questa lacuna dipingendo il Web come un coacervo di tranelli, ombre e fobie.
Dubbi che mi sorgono: l'iniziativa è rivolta a chi non ha dimestichezza con Internet, ma forse manca un occhio clinico, anzi, markingegnoso sulla soluzione. Non è certo l'abitante di Milano, o il frequentatore di teatri, o, ancora, il visitatore del Festival della Creatività di Firenze a ignorare la conformazione del mondo virtuale. Semmai, bisogna cercare in quei paesini non coperti da ADSL, o nelle classi d'età più avanzate (e limitate negli spostamenti), o nei settori lavorativi che non siano il terziario.
Altrimenti, sarà l'ennesimo onanismo da blogger.
(Comunque è una scommessa, come tale la prendo, indi la prima cosa da fare è partecipare attivamente iscrivendosi al social network e scrivendone, che male non fa di certo).
Ancora una volta, mi tocca leggere di un affaraccio tra pubblicità e politica.
Quindi mi tocca prendere un bel respiro (fiùùù), calmarmi-calmarmi-calmarmi e spiegare i fatti con la mia consueta imparzialità e serietà.
RyanAir se ne esce con questa campagna:

E i leghisti - sì, proprio i leghisti, proprio coloro che non si risparmiano in esternazioni, frasi quantomeno avventate e pagliaccerie varie - s'indignano.
Roberto Castelli - sì, proprio quel Roberto Castelli - afferma: "Tutto immaginavo tranne che RyanAir fosse un partito politico".
Il signore, evidentemente, ignora il fatto che un partito politico dovrebbe basarsi anzitutto su un programma che vada a ricoprire i diversi ambiti della res pubblica, e non su un semplice sberleffo alla parte concorrente (ma perdono la sua confusione in materia: d'altronde non è questa la politica per la Lega?), così come ignora la linea di comunicazione di RyanAir, che attinge a piene mani dall'attualità (vedi qui, qua e quo).
Anzi, a ben guardare gli annunci precedenti, si può dire che Valentino Rossi e Carla Bruni avevano le loro buone ragioni per lamentarsi di tali pubblicità, che con il sistema della vignetta facevano proferire ai personaggi ciò che questi, almeno in publico, non hanno mai sentenziato.
Se il gesto del senatùr Bossi fosse stato il frutto di una Photoshoppata, avrebbero tutto il diritto, i leghisti, di reclamare le scuse da parte della compagnia aerea.
Invece, ahinoi, quel gesto è stato fatto per davvero.
Dunque chi le deve fare queste scuse?
Fatemi un favore, ok?
Lo spamming è, già di per sè, un poco fastidioso: se decidete di intraprendere tale azione, per lo meno, fatela come si deve.
Non servono chissà quali cure o premure, giusto:
Non mi sembra di chiedere l'impossibile.
E mentre da noi gli Oreo vengono importati con uno spot che, a giudicare dalla qualità delle immagini, deve risalire a non più tardi degli anni '80, a New York (dove questi biscotti, a esser onesti, esistono già da qualche anno) fanno questo:
Il che la dice lunga su come, all'estero, percepiscono il livello della nostra pubblicità.
Considerazioni schematiche dopo aver letto questo articolo in merito a sottostante spot:
a) a chiedere l'interpellanza sono Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa. Dunque, se ben ricordo, trattasi di: un'ex attricetta di sexy commedie, fallita nonostante le raccomandazioni della zia (tal Sofia Loren), che ha ripiegato sulla carriera politica grazie alle raccomandazioni da parte paterna; un'ex conduttrice televisiva, fallita nonostante a tutti sia rimasta impressa la sua bravura sul toro meccanico di Buona Domenica; un'ex sciatrice che a fine carriera agonistica s'è detta: "Se si buttano tutti in politica, perchè non dovrei farlo anch'io?!".
b) L'accusa non è la denigrazione della donna o di un movimento storico, no, ma la - dio, non ci posso credere - promozione di "costumi sessuali promiscui e irresponsabili". Se non fosse che conosco bene questi polli, direi che stanno facendo dell'ironia, dati i prerequisiti che servono per ottenere un Ministero - che so, delle Pari Opportunità - in questo governucolo.
E poi: siamo ancora a questo? Crediamo ancora, davvero, che quel che vediamo in televisione lo dobbiamo sistematicamente, immediatamente emulare? Siamo ancora ai "persuasori occulti" di Packard, alla bigotteria anni '50, alla sfiducia nella capacità umana di cogliere l'ironia (e anche un po' di iperbole)?
c) Altra accusa: il futuro nascituro "viene ridotto al prodotto del gioco di una notte. (...) Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali". Mie care deputate, ora vi dirò una cosa che vi sconcerterà: un bambino è, effettivamente, il prodotto, usiamo pure il termine "risultato" se preferite, di una notte. Anzi, più precisamente, credo sia tutta questione di pochi secondi. Poi ci sono le gravidanze cercate e quelle capitate, quelle nate dall'amore di due persone, o volute dall'egoismo di una sola, o dovute alla sbadataggine di una coppia. Il feto è anche decisione del fato, certo. E, già che siamo in vena di confidenze: se mi toccate la 194, vi vengo a fare una visitina a casa.
d) "Interpellanza parlamentare"?! INTERPELLANZA PARLAMENTARE?! Quando Berlusconi, salendo al Governo, disse che sarebbe intervenuto tempestivamente sui problemi lasciati dalla sinistra, intendeva dire che i problemi dell'Italia sono le immunità parlamentari, le intercettazioni telefoniche e lo spot di Tim?!?
Ma andate a lavorare, va'.
Domanda: ma se io vedo in questo spot una chiara citazione dello spezzone più intenso di American Beauty ,
e, soprattutto, se scorgo in quest'assurdo filmato un omaggio al cinema di Woody Allen (ambientazione newyorkese, tipo di musica in sottofondo, personaggio dello scrittore imbrigliato nella stesura del suo ultimo romanzo, intellettuale con tanto di bonazza al fianco, peraltro intelligente),
voi che dite, che le mie rotelle sono tutte al loro posto?
La notizia non è proprio fresca fresca di stampa: il 21 marzo di quest’anno vengono dichiarati i vincitori degli Oscar di YouTube.
Ora, voi immaginatevi le cifre: 65.000 sono i video caricati ogni giorno e il canale è attivo dal novembre 2005. E’ inutile che io vi dica il totale, perché dal momento in cui questo post verrà pubblicato a quando lo leggerete sarà passata tanta di quell’acqua sotto i ponti che il risultato puzzerà già di marcio - e poi: chi c'ha voglia di fare di questi conti?!
Comunque: quanti di questi video saranno viral? Quanti studiati con l’esplicito compito di destare interesse e scatenare un passaparola morboso? Quanti sono stati escogitati da menti e menti di professionisti, coi loro brainstorming, le loro tabelle sul target, i loro premi alla creatività?
E poi, ecco il vincitore: un bambino che ride automaticamente ogni volta che viene strappato un pezzetto di carta.
Senza logica, lontano dalla premeditazione, scevro di qualsiasi nozione. La sua sghignazzata non varia, non si attenua nonostante la prevedibilità di quel che succede, è successo e succederà tra un attimo, né possiamo dire che si appoggi su qualcosa di veramente comico.
E’ carta che si strappa, checacchio!
Eppure è questo il video tra i più visti e certamente il più amato dagli utenti di YouTube.
Perché niente è più contagioso e virale di una risata fatta giusto per il gusto di ridere.
D’altronde, qualcuno l’aveva preannunciato: una risata, a noi tutti teorici e calcolatori del divertimento, ci seppellirà.
Tutto per dire che Skype deve aver capito questo e, difatti, ha scatenato la Laughter Chain*.
*Segnalatami da Claudio.
*Ovvero, come una scaltra ragazza ovvierà al fatto di non aver tempo per aggiornare il proprio blog con patetici escamotage.
Il meccanismo è intuitivo: scrivete un post/commento sulla traccia fornita.
Ogni elaborato verrà implacabilmente giudicato dalla tenutaria di codesto blog.
La sufficienza, ve la dovrete sudare.
Tema: commentare lo spot di Oliviero Toscani per SNAI alla luce del materiale fornito.
Materiale:
Dichiarazione di Oliviero Toscani su Pubblicità Italia:
"Ho privilegiato il colore e una grafica dinamica, fuori dalle regole, che comunicasse un senso di insicurezza e meraviglia: sono questi i due ingredienti fondamentali nelle scommesse".
Dichiarazione di Maurizio Ughi, presidente Snai, su Pubblicità Italia:
"Sentivamo il bisogno di svecchiare l'immagine istituzionale dell'azienda. Così ci siamo affidati a un creativo d'eccezione: Oliviero Toscani" (si consiglia di soffermarsi su cosa intendesse veramente Ughi con quel "d'eccezione").
Definizione dello spot da parte di La Sterpaia come "Choc in positivo".
E, rullo di tamburi, lo spot:
Argomento accessorio (facoltativo): Legge di Murphy e sua contestualizzazione all'interno del panorama pubblicitario italiano odierno.
Perchè, di commentare e proporre i lavori altrui, mi sono un po' stancata.
Ecco la campagna stampa che ho ipotizzato per Durex, sfruttando la sua ben definita linea di comunicazione basata sull'ironia.
C'è la versione Walt Disney:

La versione commedia americana - fertilissima, passatemela, questa corrente in quanto ogni anno nelle sale compare un film che ha come tematica la gravidanza (ricordo un "Molto incinta" di quest'anno):

E la versione "Flavia, verrai presto scomunicata":

Credits
Copywriter: Flavia Brevi
Art director: Alessandro Grimaudo
Infine, per il principio dell'integrazione dei media, suggerirei di completare la campagna con spot tv e radiocomunicato finto trailer cinematografico e sticker da piaccicare sulle locandine dei cinema adatte per supportare il messaggio.