Simply ADdicted

Quando il tuo lavoro è la tua Passione

L'autrice

Utente: TheJoker84
Nome: Flavia Brevi, aka TheJoker84
Una che sta imparando.

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e sono

*loading* convertiti all'amore per la pubblicità
sabato, 30 agosto 2008

Il pubblicitario, il peggior comunicatore di se stesso

Insomma, quel che intendevo dire, nel post precedente, non è tanto: "Attenzione ai dc EGO!".

Bensì: "Attenzione, dc EGO!".

Il mestiere del pubblicitario è diventato un paradosso vivente, ormai: l'esperto nel comunicare i vantaggi, il carattere e lo stile di un brand, non sa trasmettere quelli del suo lavoro.

Più noi, all'interno del "circolo", ci riteniamo un gruppo elitario, talentuoso, brillante, più, dall'esterno, veniamo sminuiti e guardati con diffidenza.
Il nostro lavoro non solo appare ingiustificato (quante volte ho sentito: "un prodotto, se è buono, si fa promozione da solo"?), ma addirittura nocivo ("quelli vogliono solo fregarti", "ci prendete tutti per stupidi").
Senza menzionare, poi, la rottura di palle che esercitano certe noiosissime pubblicità, reiterate a più non posso.

Nessuno riesce a credere che, dietro quella paginetta in cui campeggia un'immagine banale quale modella+prodotto e una frasetta composta da 3, 4 parole di uso perfettamente comune ci sia un brainstorming, cioè quello che letteralmente sarebbe una "tempesta cerebrale".
E noi, noi ci prendiamo troppo sul serio, rendendoci ridicoli: questa tempesta sembra aver prodotto solo caos e le vittime, i nostri neuroni, si guardano attorno smarriti.

Nessuno crede che il pubblicitario lavori le sue otto ore (e, spesso, molte di più) come un normale impiegato.
In molti diffidano pure che sia necessaria una certa formazione culturale per produrre uno slogan (che poi qualcuno mi spieghi perchè tutti li chiamano "slogan", se nell'agenzia non si nomina mai questa parola).

Basta sentirsi artisti (scrittori? Pittori?) che, dall'alto del loro Olimpo, si rivolgono caritatevolmente alla massa, abbassandosi al suo livello.

Chiunque capisce il linguaggio del Ben Fatto.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 14:54 | link | commenti (7)
marchi: carta e pena
giovedì, 28 agosto 2008

Colloquiando

Io, quel trucchetto, non l'ho mai capito. ego
Non so nemmeno se sia vero, di per certo devo averlo sentito in un film, poi qualcuno - probabilmente, con i miei stessi, discutibili gusti cinematografici - potrebbe averlo ripetuto, travestendolo da inconfutabile tesi scientifica.

Immaginare il mio interlocutore in mutande difficilmente porterà al risultato di calmare la mia ansia prestazionale prima di un esame o di un colloquio.
Anch'io, come lui, d'altronde, porto della biancheria intima sotto i vestiti, e non sarà certo questo brandello di umanità comune a farmi dimenticare le nostre diverse posizioni gerarchiche.
L'ansia, semmai, si placa nel momento in cui constato che la persona che ho di fronte mi sta ascoltando per davvero, non sta semplicemente bilanciando quel che ho da dirgli con quel che lui vorrebbe sentirsi dire.

A volte, però, non è così.

Non venite a dirmi che, nella vostra spasmodica ricerca al posto di lavoro, nella marea di colloqui affrontati, non vi è mai capitato lui, dc EGO.
Se l'avete incontrato (e l'avrete incontrato di sicuro), non avrete bisogno di maggiori delucidazioni circa il simpatico nomignolo testè affibbiatogli.
Dc Ego potrebbe intimidire pure una Condoleeza Rice in fase premestruale e minare persino la fiducia che Sandro Bondi nutre nelle sue doti di poeta incompreso - peccato che nessun dc EGO abbia mai pensato di convogliare i suoi poteri in questo tentativo e preferisca serbarsi per qualche giovane il cui unico peccato sia la voglia di lavorare.

Ma, il dc EGO, si diceva.

Dato che l'aneddoto "chissà come sta in tanga leopardato" non funziona con la sottoscritta, ne ho creato uno tutto mio.
Immagino il giudice del mio futuro tra i miei compaesani, meglio ancora: con mio nonno.
Queste sì che sono sfide linguistiche/persuasive/retoriche.
Nelle mie fantasie, ecco come si dipana un normale dialogo tra dc EGO e nonno Pane-al-Pane:

EGO: "Sono dc EGO, il supereroe che trova il titolo giusto per ogni campagna grazie all'uso di pregiatissimi giochini di parole e di tanti puntini di sospensione!!!" (punti esclamativi aggiunti dal dc stesso senza l'autorizzazione dell'autrice del blog)

Pane-al-Pane: "Su ta set te?!" (morfologia incerta, traduzione: "Cosa sei?!")

EGO: "Dc: direttore creativo"

Pane-al-Pane: "Diretur?! E su ta diriget?" (trad: "Direttore?! E cosa dirigi?")

EGO: "Coordino e integro la proprietà lessicale e concettuale del copywriter a me sottoposto con l'abilità visiva e figurativa dell'art director a me sottoposto, aggiungo una dose di esperienza (mia) e genialità (mia, tutta mia) per armonizzare il tutto con le richieste del cliente, non perdendo di vista la storia e l'identità della marca, in modo da garantirle vita sempiterna, e puntando al Leone d'Oro all'International Advertising Festival di Cannes"

Pane-al-Pane: "Go capit'an catso" (trad: "Mi sfugge il senso pieno del tuo asserire, honey")

EGO: "Lavoro in pubblicità"

Pane-al-Pane: "Ah, ecco. Alura te ta fet chèle laùre lé, cume le sa ciama...Le televendite!" (trad: "Ah, vedi. Allora tu fai quelle cose lì, come si chiamano...Televendite!" 

EGO: "No, io...Vabè, sì"

Pane-al-Pane: "Ta garet mia laurat con Maic Bongiorno?!" (trad: "Non avrai mica lavorato con Mike Bongiorno?!")

EGO: "N-no, con lui no"

Pane-al-Pane: "Pecat. Le so gl'è le uniche pubblicità che ma spaca mia i cuju!" (trad: "Peccato. Le sue sono le uniche pubblicità che non recepisco come una brusca frattura tra la mia curiosità e la programmazione televisiva che sto seguendo, frattura creata allo solo scopo di intercettare la mia attenzione a fini di estorsione")

EGO: STOMP! (Per riprendersi dallo svenimento impiegherà pochi minuti. Molto più tempo ci vorrà per ripigliarsi dal colpo psicologico)

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 17:40 | link | commenti (6)
marchi: carta e pena
mercoledì, 27 agosto 2008

Saper tacere, saper dare la parola, saper tirare fuori la voce

Questa è una di quelle - poche - volte in cui credo di dovermi esentare dallo scrivere un post mio per rinviare totalmente a quello di qualcun altro.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 15:45 | link | commenti
marchi: cibo per la mente
martedì, 26 agosto 2008

Copywriter non si nasce - ma quando lo si diventa?

fish-bowl

La domanda nasce spontanea dopo la lettura del post di Alex.

Siamo tutti d’accordo che copywriter non si nasce, che non basta scrivere decentemente – o, chessò, tenere un blog sull’advertising – per essere considerati tali.

Ma il vero interrogativo è: quando lo si diventa?
Con incontrovertibile certezza, intendo, ad un livello universalmente riconosciuto.

Dopo lo studio accurato di un testo accademico sulla semiologia della pubblicità? No, certo che no, quello ci rende solo studentelli.

Dopo aver letto, di propria sponte, "Hollywood lava più bianco"? Autodidatta, nulla più.

Dopo il primo stage, anche se non remunerato, anche se svolto per obbligo universitario? Semplice apprendista.

Dopo il primo annuncio pubblicato, anche se il concept è partito da un'idea dell'art, e nonostante le svariate rimestatine del dc, che han fatto sì che di genuinamente tuo rimanesse solo quel punto in fondo alla frase (e, a ben pensarci, sarebbe stato meglio eliminarlo)?

Dopo il primo contratto in cui si dica esplicitamente che il tuo ruolo è quello del "C-O-P-Y-W-R-I-T-E-R", a sberleffo della tua gavetta decennale?

Io non lo so.

Però mi piacerebbe provarla, quella sensazione di poter affermare, senza vergogna, di essere quel che si crede/spera/vorrebbe essere.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 04:47 | link | commenti (16)
marchi: carta e pena, furti dalla rete
lunedì, 25 agosto 2008

L'editoriale

the-computer-demands-a-blog

Inizia una nuova stagione, e mai mi sono sentita tanto brulicante di progetti e voglia di fare.
Sì, queste sono le classiche premesse/promesse di inizio anno – e dovete sorbirvele.

Quel che cambierà: la grafica, innanzitutto, ma anche i contenuti. Non che voglia spostare il baricentro di questo blog, che è stato, è e rimarrà la comunicazione, ma diciamo che sto maturando una certa indolenza verso la semplice proposizione e recensione delle campagne uscite.
Mi piacerebbe, invece, stimolare vere e proprie discussioni che trascendano dal caso specifico (pur partendo, magari, da questo), senza scadere nella generalizzazione banale quanto inutile - frase scritta con la massima umiltà.

Quel che non cambierà: l’anima. La passione che mi muove ad aggiornarmi, informarmi e scrivere. E, soprattutto: il sarcasmo. L’ho già detto, ma è bene ripeterlo: se non possedete una buona dose di ironia, non sprecatevi a leggere nemmeno un solo post. Potreste trovare il mio il tono di una saccentella sentenziosa e acidula. E, credetemi, non sono affatto così: sono solo una ragazza alle prime armi, che sta imparando e che, nella sua frenetica attività di ricerca, ha capito che il sarcasmo era l’unico, bellissimo modo per ridere e intristirsi allo stesso tempo. 

Poi ci siete voi.

Che aspettate a darmi uno straccio di suggerimento?!

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 00:47 | link | commenti (5)
marchi: carta e pena
sabato, 09 agosto 2008

Odiatemi

E, dopo la Simply ADdicted Special Week, è arrivato il momento fatidico di annunciare che, sì, anche la tenutaria di questo blog va in ferie!

Fino al 24 agosto, non credo aggiornerò più questo mio spazio, a meno che non trovi Tossa de Mar, Barcellona, Tarragona e Valencia (e tutti i paesini tra loro compresi) talmente noiose da cercare disperatamente una connessione a Internet.

Ahahah.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 13:21 | link | commenti (5)
marchi: carta e pena
giovedì, 07 agosto 2008

Simply ADdicted Special Week - Quel che la scuola ignora

Oooh, qui non ci sono santi; potrete pur dubitare del mio parere di copywriter, essendo ancora una novellina del settore, ma come studentessa, eh no, ho quasi vent'anni d'esperienza, dunque non si discute.

Sottoscrivo in pieno tutto quanto Umberto Galimberti scrisse, il 5 aprile del 2007, in un articolo per Repubblica: questa scuola mortifica la creatività, è una catena di montaggio all'interno della quale, una volta capito il meccanismo di funzionamento, uno studente riesce, come meglio crede, a destreggiarsi, per rimanere poi con un pugno di mosche in mano al primo spiraglio di mondo lavorativo.

La mia accusa più accorata va, naturalmente, all'università, che tratta i suoi - paganti - iscritti come una massa di automi alla quale inculcare nozioni, date, nomi, senza preoccuparsi di una rielaborazione e messa in pratica di quanto insegnato.

"(...) la scuola tende a privilegiare «l'intelligenza convergente», che è quella forma di pensiero che non si lascia influenzare dagli spunti dell' immaginazione, ma tende all' univocità della risposta a cui tutte le problematiche vengono ricondotte. Assolutamente trascurata è invece «l'intelligenza divergente» tipica dei creativi, capaci di soluzioni molteplici e originali, perché, invece di accontentarsi della soluzione dei problemi, tendono a riorganizzare gli elementi, fino a ribaltare i termini del problema per dar vita a nuove ideazioni.

I programmi ministeriali, costruiti per intelligenze convergenti (a domanda rispondi) scoraggiano spunti ideativi, mortificano varianti creative che, opportunamente coltivate, sono le uniche ad assicurare il progresso del sapere."

Perchè pensare ai grembiulini, all'insegnante unico, o se il debito vada assolto prima o dopo l'estate è come preoccuparsi delle decorazioni di una casa le cui fondamenta stanno cedendo.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 13:22 | link | commenti (7)
marchi: cibo per la mente
martedì, 05 agosto 2008

Simply ADdicted Special Week - For the birds

Dato che quella scatoletta denominata TV sta diventando un vero letamaio, quando voglio vedere qualcosa di decente mi affido al Tubo.
Mi piace guardare soprattutto i corti animati e, quando voglio andare proprio sul sicuro e non ho tempo da perdere in ricerche, mi affido ai lavori della Pixar, chè sono sempre una garanzia.

"For the birds" è uno dei miei preferiti - tuttavia vi consiglio di spulciare anche tutti gli altri:

       

Chi dice che i cartoni sono "roba da bambini", non ha capito un cazzo.

E ha pure poca fantasia, tié.

PS: ad essere onesti, volevo mostrarvi l'ultimo filmato, "Presto", ma proprio oggi l'hanno eliminato per motivi di copywriting. Ottimo tempismo, il mio.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 13:45 | link | commenti (7)
marchi: cibo per la mente
lunedì, 04 agosto 2008

Simply ADdicted Special Week - Melissa Haslam

No, questo non sarà l'ennesimo post nella vostra bloglist a recitare "vado in vacanza, ci rivediamo tra un po'".

Tuttavia, sì, Simply ADdicted, per come lo conoscevate, va in vacanza.

Questa settimana, infatti, il blog si prende una pausa dal parlare di pubblicità, per una trattazione di più ampio respiro - converrete anche voi che una dieta basata esclusivamente sull'adv è priva dei principi nutritivi necessari al sostentamento culturale.

art_redwineOggi, per esempio, vorrei puntare l'attenzione su tal Melissa Haslam, autrice dei dipinti che vedete qui.

Australiana, free-lance, con esperienza nella comunicazione grafica e nella grafica multimediale, questo è quanto ci è dato sapere dal suo sito.

Io, però, preferisco il suo blog, Cherry Fields, dal quale traspare un po' più della persona (e non solo dell'artista) ed è possibile sbirciare il suo work in progress grazie ai vari schizzi che pubblica man mano che l'opera si compone.

Per quanto riguarda il resto, io mi astengo da qualsiasi discussione sul valore artistico o meno dei lavori, in quanto non abbastanza competente in materia.

art_stalk

So solo che i dipinti raffigurano principalmente una giovane e bella ragazza in stile fiabesco, ma c'è sempre un particolare che smentisce il carattere da "principessa sul pisello" e la rende meno gentile e onesta di quanto pare.

Malinconica, circondata da un paesaggio bucolico che può ignorare o su cui sta per sfogare il suo "lato cattivo", questo è evidente a tutti.

Poi, è solo una questione di gusto.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 14:36 | link | commenti (5)
marchi: cibo per la mente
sabato, 02 agosto 2008

Altro che Obama e McCain

Immagine 1

Che perlomeno, in politica io non ho mai indecisioni di sorta - se non altro perchè vado per esclusione.

Invece, in questo caso, avere una e una sola preferenza è più problematico.

E voi, quale votate?

Fonte: The Ego Blog

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 12:41 | link | commenti (1)
marchi: cibo per la mente, furti dalla rete