Mea culpa, mea maxima culpa: anch'io ero una di quelli che trovavano inconcepibile un video come quello del gorillone.
Non capivo il concetto alla base e non capivo da cosa derivasse tutto quel successo (322.000 risultati su Google, 500.000 visite nel primo weekend, uno dei pochi virali che possano essere ragionevolmente chiamati tali, non so quanti spoof, 93 gruppi su Facebook, un Leone a Cannes e praticamente tutti i premi che contano).
Ora è uscito un nuovo spot.
C'è qualche connessione col gorilla? No.
C'è una qualche logica in questa linea comunicativa? No.
O forse sì.
E' il nonsense stesso. Talmente assurdo da non poter essere una "vera" pubblicità.
E' intrattenimento puro e assolutamente imprevedibile. Quale sarà la prossima mossa della Fallon London, l'agenzia che si occupa della comunicazione di Cadbury? Davvero non possiamo immaginarcelo.
E' ancora meglio delle campagne Sony&simili, che dopo il picco degli inizi avvertono ora un leggero calo da "già visto, già fatto".
E' unico, perchè difficilmente troveremo un brand capace di rischiare fino a questo punto. E, se lo farà, sarà solo un pallido imitatore. E poi non credo che la tecnica ineccepibile di questi video sia così facile da riprodurre.
Insomma, io non ci capisco e non ci capirò mai niente.
Ed il bello sta proprio in questo.
Quanti aspetti ci sono di un unico fatto?

(La traduzione ve la fate da voi, va bene?!)

Dal canto suo, Ikea vi permette di arredare la stanza ovale a vostro piacimento.
In fondo il cambiamento dovrà passare anche da lì, a pensarci bene.
Come far esclamare: "Che carini!" parlando di preservativi, kamasutra, orge e quant'altro.
Mica facile.
Quando capii di voler lavorare nella pubblicità, mi diedi un obiettivo.
Mica mi sarei accontentata di fare la copywriter, no.
Sarei diventata direttore creativo direttrice creativa - ma sì, quella roba lì - dc.
In questi mesi di stage, ho scoperto che il lavoro del dc consiste prevalentemente nel redigere progress e curare presentazioni per clienti che in massima parte non capiscono una benemerita mazza.
Forse è il caso di cambiare mire.
70 mila euro per tenere un blog a cadenza settimanale in un paradiso australiano.
Ecco trovata la mia nuova aspirazione.
PS: Afro, sei stato molto gentile a segnalarmi la notizia, ma vien da sè che ti frego l'idea di candidarmi! ;-)
Carlos Lascano, ti voglio.
Lavorativamente parlando, s'intende.
Grandissima cazzata.

Soundtrack di "Simpson, The Movie".
Avete presente le bottiglie del latte?
Non queste, finora.

Prevedo che presto ogni azienda, prodotto, marca avrà una sua pagina su Facebook. Ma nessuno saprà bene che farsene.
Prevedo che in periodo di crisi i conservatori cagasotto si rifugeranno ancor più nei media tradizionali. E s'impantaneranno nella loro stessa - fermiamoci qui.
Gli esploratori, invece, si lanceranno nella comunicazione on line. Sfortunatamente, la maggior parte di loro si affiderà alle Agenzie con i Nomoni, che si vantano ancora di quando, ai tempi di Carosello...
Prevedo che Twitter scomparirà in un buco nero insieme a molti altri mini social network. Il tiranno della galassia, Facebook, non concede grazie.
Ma prevedo anche che nasceranno nuovi social network strettamente legati alle professioni o a particolari passioni. Facebook non può essere tutto, davvero.
Prevedo che l'idea vincente del 2009 sarà quella di chi riuscirà a dare un ordine al caos di Internet. Non tutti hanno il tempo di passare le ore davanti al pc. E non sto parlando di Google.
Prevedo che non tutte queste previsioni si avvereranno. Forse, nemmeno una. Ma d'altronde, l'unico modo per azzeccarci sarebbe non farle proprio, le previsioni.
Giudicare dopo.
Ed è un po' troppo facile, no?