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Utente: TheJoker84
Nome: Flavia Brevi, aka TheJoker84

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e sono

*loading* convertiti all'amore per la pubblicità
domenica, 26 luglio 2009

Giovani speranze

E’ un’idea talmente semplice che mi stupisco non sia venuta a nessuno.
Quindi immagino che qualcuno in realtà ci abbia già pensato, ma ci saranno state delle ragioni per cui ancora non si è fatto.
Insomma, io la dico così, come un bambino che chiede al papà se gli uomini in Australia stanno a testa in giù, poi si vedrà.

Perché IED, HDEMIA o NABA non aprono un blog/portfolio/social network?

Mi spiego meglio.
Che un blog serva a una scuola è garantito. Avete presente quando insegnate ai vostri studenti l’importanza della condivisione? Eh.

Questione portfolio: a ogni studente dovrebbe essere data l’opportunità di inserire i propri lavori su questo blog.
E qui entra il discorso social network. Perché chiunque voglia caricare le proprie pubblicità dovrebbe prima aprire un profilo personale.
Non sarebbe male spiegare anche ai ragazzi come gestire tutti questi account che si stanno creando sul Web, tra l’altro.

Nel profilo non solo compariranno i classici dati personali, biografia ecc, ma sarà possibile vedere tutti i lavori dell’utente e commenti annessi e connessi.

Piccola parentesi. E’ vero che il Web è bello perché aperto a tutti. Ma io qui limiterei la possibilità di commentare solo previa registrazione al social network.
Perché? Soprattutto per evitare commenti anonimi nei quali vomitare invidie, screzi personali e insulti per nulla costruttivi. L’anonimato è un problema del Web: cancella il coraggio delle idee e deresponsabilizza l’utente.
(Naturalmente vi sono casi estremi dove l’anonimato favorisce proprio il coraggio della testimonianza, vedi la “rivoluzione di Twitter” in Iran, ma non mi sembra che questa sia la stessa situazione, non so voi.)

Anche chi non fa parte del corpo studenti potrà ovviamente lanciarsi in suggerimenti e pareri. Sempre, però, a patto di registrarsi al social network.
A chi si registra verrebbe in più fornita la possibilità di contattare privatamente tutti gli iscritti in modo da favorire conoscenze e collaborazioni.
E quando parlo di collaborazioni, non intendo solo quelle tra agenzia e studente, ma anche quelle tra aspiranti pubblicitari: questo strumento dovrebbe rendere più facile formare coppie creative.

Poi, certo, sarebbe meglio se la rete fosse inter-scuole e non intra-scuola, ma immagino che la rivalità per accaparrarsi il maggior numero di studenti paganti sia talmente alta che bisognerà sacrificare il bene reale dei giovani per una non più nobile causa.
Sbaglio?
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 22:00 | link | commenti (3)
marchi: cibo per la mente
martedì, 21 luglio 2009

Twitter in tweet

2619213845_7a5f2fdccfTutti lo definiscono “microblogging”. Ma non confondetevi: tra fare "blogging" (cioè lasciare tracce in Rete) e avere un blog, ce ne passa.

Twitter ha regole precise per comunicare. Per rispondere a qualcuno, per riprendere un tweet, dovete impararle. Sì, ha una sua grammatica.

Però non è che Twitter favorisca proprio le interazioni. Semmai, minidialoghi tra 2-3 persone. Purtroppo qui il tempismo è davvero tutto.

Quanti di voi vanno oltre la prima pagina degli aggiornamenti? Appunto. Leggiamo gli update solo di chi ha scritto negli ultimi 10 minuti.

E poi, potremo anche seguire n avatar, ma alla fine discutiamo per davvero sempre con gli stessi, pochi utenti. Conosciuti fuori da Twitter.

Una domanda su Twitter a cui non troverò mai risposta è: ma… Perché tutti quegli avatar da pornostar? A che pro? Chi ha quel buontempo?

Twitter non è una trovata per nobilitare lo spam. Quindi, aziende, usatelo per comunicare con i vostri clienti o per fornire un servizio.

MySpace, fatto. Facebook, fatto. Twitter, fatto. E ora, quale sarà il prossimo social network che occuperà le pagine dei giornali?

Notato? Ognuna delle frasi sopra è formata da 140 caratteri al massimo. E questo perché ho twittato tutto il post prima di pubblicarlo qui.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 00:44 | link | commenti (3)
marchi: web 20
lunedì, 13 luglio 2009

Oggi sciopero

SCARICAILLOGOEPUBBLICALO
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 23:41 | link | commenti (1)
marchi:
domenica, 12 luglio 2009

Il trucco di un evento

Con buona pace di chi ultimamente lamenta il mio egocentrismo, scriverò di un evento a cui ho partecipato.
Ma non vi preoccupate: io sono solo una comparsa, una testimone, il vero protagonista del post sarà qualcun altro.

Nuova immagineE cioè Rajan Tolomei, make up artist di Max Factor, che mercoledì scorso ha mostrato a un gruppo di blogger le sue proposte per l’estate.
Credo che a questo punto mi tocchi di nuovo tranquillizzarvi: non mi metterò a parlare di trucchi.
So bene che Simply ADdicted è un blog sulla comunicazione.
Ed è su questa che voglio concentrami.

Io credo che quando si organizzi un evento del genere, ci sia un certo equilibrio da rispettare, e cioè quello di mantenere un ambiente altamente fashion senza far sentire le invitate inadeguate.

Prendiamo per esempio me, ma solo come prototipo di donna qualunque che si trova a presenziare a un'occasione come questa, che non è proprio il suo habitat naturale.
Quello che temevo, vi confesso, era di trovarmi di fronte un giudice implacabile e un po’ presuntuoso che, dall’alto del suo universo glamour, scendesse per soffiare su delle comuni mortali un po’ di polvere di stelle.

In realtà quello che ci siamo trovate di fronte è stato un professionista del make up, ma anche un ottimo comunicatore.
Con molta intelligenza ha saputo ironizzare su noi donne, raffigurando nostri vizi e capricci, ma senza mai offenderci o metterci in crisi.
Non si è trattato di un monologo da marchetta, per intenderci, ma di una vera conversazione che andava a sfumare dalle proposte di look Max Factor alle nostre domande più generiche sul trucco.
Solo se siete donne potete capire quali e quante leggende metropolitane girino sull'argomento.
Per quanto riguarda l’eloquenza di Rajan, quello che colpisce è la passione che trasmette quando parla del suo lavoro e il suo modo di esprimersi per metafore.

C’era di che prendere appunti anche sull’organizzazione dell’evento. O meglio: degli eventi.
L'appuntamento di mercoledì era infatti solo il primo di una serie di incontri Max Factor a cui le blogger sono state invitate. Non si trattava di un semplice baratto "invito-passaparola", ma di una strategia di fidelizzazione delle blogger, a cui sono state promesse anticipazioni e anteprime.
Immaginate quanto questo abbia solleticato la nostra curiosità femminile.

La conclusione a cui sono giunta coincide con la risposta alla domanda che mi ero posta un paio di post fa: "per un brand, che ruolo giocano i blogger, a differenza dei giornalisti?".

Che il giornalista trasmette in primo luogo l'informazione, il blogger l'emozione.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 16:50 | link | commenti
marchi: eventi, cibo per la mente
mercoledì, 08 luglio 2009

Indovina indovinello

Chi sarà mai la Flavia menzionata in Rispendo, il blog del Corriere.it curato da Marina Martorana?
A proposito, Marina: grazie per l'interessantissima conversazione.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 23:32 | link | commenti (11)
marchi: carta e pena
lunedì, 06 luglio 2009

L'importanza di essere blogger

Ce l’avevo lì, appuntanta da mesi su quel blocchetto giallo che mi era stato regalato per aver partecipato alla riunione.

Bloggers want to be treaten as journalists, but they don’t play the same role”.

Non sono certa di avere trascritto fedelmente la frase.
Ma, insomma, il significato l'abbiamo capito.

Il mio rimpianto è quello di non aver avuto il coraggio di fare quella domanda che mi ha scervellato per mesi.
Per un brand che ruolo giocano i blogger, a differenza dei giornalisti?
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 22:12 | link | commenti (2)
marchi: cibo per la mente, carta e pena