
Perchè, se c'è una cosa che proprio non sappiamo fare, è comunicare ai ggiovani.
Il pollice all'insù - un gesto che puzzava di iella già ai tempi dei gladiatori*, figuriamoci nel XXI° secolo.
Il pollice all'insù - un dito che sembra protendere verso ben nota cavità corporea.
Vedere quei visi in avanzato stato di paralisi rivolgersi all'obiettivo e porgermi pure il pollice all'insù mi fa venire in mente solo due cose:
1: sfigati;
2: devo farmi un goccino per dimenticare - e per non finire come i tizi nella foto, chiaro.
E, come dire, non sono certa fosse questo il messaggio che la pubblicità si proponeva di veicolare.
*Contrariamente all'immaginario comune, infatti, il pollice rivolto verso l'alto decretava la morte del gladiatore. Evidentemente a Russell Crowe la cosa non garbava, dunque s'è fatta qualche modifica qua e là nei libri di storia.
Fonte: Prosit Non Prosit
"La differenza tra la pubblicità italiana e quella straniera - mi spiegava Marta - è che noi usiamo più la comicità, mentre all'estero si predilige l'ironia".
Vero. La comicità è la risata fine a se stessa, non implica un ragionamento, è lo scivolone sulla buccia di banana.
L'ironia, a braccetto col sarcasmo, è la critica acuta e intelligente mascherata da battuta, il giullare di corte che sferra la sua frecciatina col sorriso sulle labbra. Ti fa divertire, ma anche riflettere, e arrabbiare.
Da noi è un giubilo di De Sica in divisa da vigile, Litizzetto in veste di bruttina stagionata che si atteggia da strafiga, poiane che si pigliano peicculo.
Fuori dai nostri confini, si piglia peicculo chi se l'è cercata, gli attori della vita politica ed economica dei Paesi, e si hanno anche palle a sufficienza per fare nomi e cognomi.
Difatti, come già precedentemente mostratovi, uno dei personaggi più presi di mira è proprio lui:

Outdoor per "American Psycho".
Agenzia: Saatchi & Saatchi, New Zealand
Direttore creativo: Mike O'Sullivan
Art director: Tim Howman
Copywriter: Bex Radford

Campagna d'invito all'uso del casco anche in bicicletta.

"Cut something else for a change - Taglia qualcos'altro per un cambiamento".
Ora, il messaggio che il 99% di voi avrà recepito è: "Tagliati il dindirindino se vuoi proprio cambiare qualcosa", giusto?
Ergo, Sanctuary è un'associazione per la difesa dell'ambiente, vero?
Bravi, avete capito bene.
Per coloro che, invece, hanno pensato che ci si riferisse alla circoncisione e che, dunque, Sanctuary fosse una chiesa ebraica (di quelle brandizzate che si trovano in USA), dico solo: non siete gli unici.
Fonte: elmaaltshift
PS: rassicuro chi si fosse scandalizzato per tale post: di certo il taglio cui si fa riferimento è quello dei capelli.
PPS: non so voi, ma io come testimonial della campagna sceglierei Lorena Bobbitt.
Altro che le palline colorate rimbalzanti per Piazza di Spagna o un po' d'acquetta rossa nella Fontana di Trevi; quest'azione non solo è futurista, ma anche sociale.
Nella città di Drachten, in Olanda, un'intera via lunga più di un chilometro è stata totalmente dipinta d'azzurro per mostrare cosa accadrebbe se il canale recuperasse lo spazio sottrattogli dal cemento per costruire la strada.
Titolo dell'operazione (per la quale sono occorsi 4000 litri di vernice): "Water is leven - L'acqua è vita".



Perchè non fare la stessa cosa seguendo il vero corso dei Navigli a Milano?
Fonte: Pasion por el Marketing
Pensavo che l'intero mondo dell'advertising e della comunicazione si sarebbe interrotto sapendo dei miei impegni accademici, invece, incredibilmente, no.
Anzi, vuoi anche l'evento del Super Bowl, mai come questa settimana ho visto tante cosucce belline in giro.
Brevemente, le cose che più-più mi son piaciute sono state:


I'm back.
Non è una novità che un brand commerciale decida di sposare una causa sociale.
PepsiCo, per esempio, ha fondato EnAble, una rete che si occupa di trovare impiego ai disabili, in ordine di creare un ambiente che coinvolga ed includa maggiormente coloro che soffrono di handicap.
Il risultato è questo spot, finemente e intelligentemente autoironico, che verrà trasmesso durante il Super Bowl americano - uno degli eventi a più alto tasso di tensione pubblicitaria.
Non avrete mica cercato di alzare il volume del vostro pc, vero?!
Perchè, vedete, le immagini potranno anche essere più immediate e commoventi, ma è con la parola che si può dire tutto e il contrario di tutto.
Sovvertire quanto noi davamo per scontato.
Vi pare poco?
PS: il prossimo logo del blog sarà un libero rifacimento del panda wwfiano che ritrae il copy, specie protetta. C'è qualche grafico volontario?
Dopo essermi resa conto che negli ultimi post ho parlato di Pee&Poo, mestruazioni, attributi maschili e viagra (chiavi che, di certo, implementeranno il numero di visite del blog), ho capito che era il caso di cambiare "regime dietetico".
Alberto mi segnala questa iniziativa e io rimango più o meno nella sua scia pubblicando il seguente filmato.
In tutta sincerità: il tizio del video mi par piuttosto carino. Hai voglia ad abbracciarlo!
Tiriamo un po' le somme.
Quante sono le pubblicità in cui appare una modella almeno semi svestita? Esatto, tante.
Di queste, quante solo le campagne che reputereste veramente sensuali? Poche, pochissime, praticamente nessuna.
Ecco, questo viral è l'eccezione.
Ah, sì, dimenticavo: la rarità di questo filmato è data anche dal fatto che si utilizza un tono di voce così fortemente voluttuoso per parlare di cancro al seno, argomento di solito trattato in modo pudico.
Una vera perla rara.
Fonte: www.sbloob.com
Anticipo subito che lo spot che state per vedere, interpretato magistralmente da Emma Thompson, è molto cruento. Ma, di certo, espressivo e toccante.
Sempre a proposito del traffico di donne, un outdoor tridimensionale realizzato dalla Ogilvy portoghese per MTV EXIT. Attrici, cantanti e presentatrici hanno dato la loro immagine e il loro supporto figurando in questa campagna.
