carta e pena | Simply ADdicted

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Utente: TheJoker84
Nome: Flavia Brevi, aka TheJoker84

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e sono

*loading* convertiti all'amore per la pubblicità
mercoledì, 18 novembre 2009

Il microblogging ha ucciso i blog?

Se ultimamente vediamo spuntare meno blog di una volta, se molti sono stati abbandonati al loro destino, mentre i superstiti non si aggiornano più così di frequente, è per colpa di Facebook & Co.

Che poi, chiamala "colpa".

Comunque, come avrete notato, Simply ADdicted non è l'eccezione che conferma la regola.

Perché ho deciso che un blog vada scritto, argomentato, discusso.

Le segnalazioni di video, pubblicità e link interessanti possono essere tranquillamente delegate alla mia pagina Facebook (o FriendFeed, se siete dei conservatori della parola "amicizia").

Quindi non posso postare con la stessa frequenza di un anno fa.

Ma vi prometto che continuerò a farlo.

Quando avrò davvero qualcosa da dire.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 22:31 | link | commenti (1)
marchi: carta e pena
giovedì, 05 novembre 2009

Back to school

Quando andavo a scuola - oddio, mia nonna inizia proprio così i suoi racconti nostalgici del tempo che fu -, informatica era una materia ancora agli albori, facoltativa e non proprio ufficiale.

Non c’era rivalità tra Mac e PC.
C’era una cassapanca del peso di 62 kg caricabile a manovella chiamata genericamente computer e salutata come l'ultimo ritrovato in fatto di tecnologia.

All’inizio non c’era nemmeno Internet - mia nonna deve essersi definitivamente impossessata della mia mente.
Tutto l’insegnamento era incentrato principalmente sul pacchetto Office: Word in primis (“Può essere utile per relazioni e tesine”), PowerPoint a seguire (“Una presentazione in classe prima o poi ti toccherà farla”), infine, se rimaneva tempo, Excel (“Tanto, non vorrai fare la contabile da grande? Tu?!”).

Ma gli adolescenti di oggi - nonna, basta! - hanno di fronte un panorama informatico ben diverso.
Immagino che la Gelmini ne sia ben consapevole e che abbia provveduto ad aggiornare il programma ministeriale della materia.
Tuttavia, se dovesse sentire il testo difettato per via di alcuni bug, ecco il mio personalissimo contributo.


PROGRAMMA D’INFORMATICA 2.0

- Come evitare d’infestare di virus il vostro computer abboccando all’oggetto: “Enlarge your penis”.

- Autorevolezza delle fonti. Se la domanda non trova risposta in Yahoo Answers, credi davvero che il tuo insegnante possa avere la soluzione?

- L’effetto boomerang di blog e social network. Perché quello che scrivi oggi ti sarà rinfacciato tra 20 anni dai tuoi stessi figli.

- Web 2.0 e violazione della privacy. Ovvero: no, cazzo, proprio in quella foto mi dovevi taggare?

- Facebook e metalinguaggio. Come è possibile rispondere alla domanda “A cosa stai pensando?” senza scrivere “Sto pensando a cosa rispondere alla domanda “A cosa stai pensando?””.

- La Legge di Murphy applicata all’informatica. Come perdere il proprio partner, bruciarsi ogni possibilità di avere un lavoro, farsi disconoscere da parenti e amici in poche, semplici mosse.

- Il nuovo vocabolario digitale. “Bacheca” e “cinguettio” non suonano più così da sfigati ora, eh?

- Non finire intrappolato nella Rete. Metodi su come non farsi fregare dai dipendenti di Emilio Fede per realizzare servizi di questo calibro:



scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 00:52 | link | commenti (6)
marchi: web 20, carta e pena
giovedì, 01 ottobre 2009

Toscani è sempre una fonte d'ispirazione

Kiehls_express_your_powA chi non avesse capito che canzone sta cantando l'uomo nelle strisce sopra, annuncio che il sovversivo de' noantri ha colpito ancora:
 

 
(Se avete fegato, guardatevi l'intera campagna. Mica pizza e fichi, eh!)

Ho deciso, comunque, di trasformare tutta l'energia negativa che mi lasciano le sue pubblicità in qualcosa di buono.

E così mi sono divertita a realizzare questo fumetto (che potete vedere ingrandito qui).

Se volete farlo anche voi, clickatemi.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 01:19 | link | commenti (3)
marchi: spot, web 20, carta e pena
lunedì, 31 agosto 2009

Perché penso che l'era Berlusconi sia al declino



Mi piacerebbe scrivere che il motivo principale sia la redenzione di quel 47% del popolo italiano, ma non è questo.
Né il sex-gate appiccato dalla D’Addario, che ha confermato (nel caso ce ne fosse stato bisogno) che tra carriera politica e prostituzione la linea di demarcazione è davvero sottile.
Né lo sarà l’ennesimo processo giudiziario. Grazie al lodo Alfano.
Il motivo è un altro.

E cioè che Berlusconi, uomo che ha fatto della tv la sua forza e la sua fortuna, è la tv.
L’era berlusconiana, in tutte le sue fasi, ricalca l’evolversi dell’era televisiva.
Anche ora che sta per calare il sipario.

La fine della tv non significa che non guarderemo più la televisione (così come non è detto che Berlusconi non venga rieletto in futuro), ma che non useremo più i suoi paradigmi.
Sta già succedendo: guardate da dove provengono le conversazioni e i movimenti di oggi, per quanto le telecamere tentino di puntare le loro luci da un’altra parte.

Nessuna illusione: i miracoli non esistono.
Nemmeno in un mondo virtuale.
Per fare il salto definitivo occorre tempo. Forse più di quello rimasto al nostro settantatreenne Primo Ministro. 
Il cui tentativo di darsi un look più 2.0 tramite il lavoro di Marco Camisani Calzolari è stato vano: il Premier è troppo infatuato della censura (e delle querele, e dei bandi) per essere social.
E questo non è dovuto a motivi anagrafici, ma alla costituzione mentale.

(Costituzione. Una parola che assume una connotazione ironica se associata a Silvio.)

Insomma: non basta essere su Internet per credere di sapere cos’è il Web.
Non basta più sapersi pubblicizzare bene per essere bravi comunicatori. La capacità di confrontarsi e ascoltare è diventata determinante.
Non fa differenza che siate il capo di un governo o un brand.
Se pensate alla vostra vita ancora come a uno spot, sappiate che presto dovrete cambiare canale.
Volenti o nolenti.
sabato, 08 agosto 2009

Girl interrupted

pauseE' giunto il momento delle vacanze.

Credo di avere proprio bisogno di staccare completamente e provare il brivido di restare off line per ben 15 giorni.

Il che significa che quando tornerò mi sentirò come se fossi stata 15 mesi sulla Luna, e la cosa mi spaventa non poco.
Ma mi solletica anche.

Non sono completamente soddisfatta di me quest'anno: da mesi è in sospeso il mio portfolio on line, che finora ho solo abbozzato, e ho trascurato questo blog.
Sul piano più personale, non ho migliorato la mia cucina come avrei voluto, non ho letto tutto quello che mi ero prefissa, non sono stata sempre presente come amica e non sono riuscita a trovarmi un hobby che non girasse attorno al mio lavoro.

La sfida che mi lancio è quella di spremermi un po' di più per trovare l'energia di fare tutto quanto da settembre in poi.
(Oddio, sono stanca già solo a scriverlo.
 - COS'HAI DETTOOO?!?
Chi, io? No, niente.)

Che le ferie possano lasciarci migliori di come ci hanno trovati!
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 00:29 | link | commenti (3)
marchi: carta e pena
sabato, 01 agosto 2009

Disgusto e dintorni

Una cosa che ho imparato in quest'ultimo anno - e che è stato menzionata anche da Marco Fossati citando Jim Durfee - è la prova imbarazzo.

Ovvero: quando pensi di avere avuto l'idea giusta, ripetila ad alta voce ai tuoi familiari e ai tuoi amici.
Scoprirai presto che, la metà delle volte, tanto più ti era apparsa geniale alla nascita, tanto più ti ha fatto vergognare nel momento in cui usciva dalla tua bocca.

E' normale: spesso la colpa è proprio dovuta al fatto che ci sei stato sopra troppo a lungo ed è difficile mettersi nei panni di chi recepisce per la prima volta il messaggio, in tutt'altro contesto rispetto a quello in cui l'hai scritto.
 
Questa premessa era per dire che oggi voglio stilare un personalissimo podio delle pubblicità più disgustose che ho visto solo nell'ultima settimana.
Immagino che i loro ideatori non abbiano fatto il test succitato.

3° posto - medaglia di bronzo alla tizia che ci va giù di limone duro con vomito-man.

 


2° posto - argento ai tamponi che cadono dal cielo. Pensa che bello che qualcun ti ricordi delle mestruazioni proprio quando sei al mare.
E chissà che simpatici usi ne potrebbero fare i bambini giocando.

 


1° posto - merita il gradino più alto la pubblicità in vero pelo. Gli animalisti non hanno avuto nulla da obiettare.
L'intero genere umano dotato di un minimo di buongusto, sì.


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Complimenti.
mercoledì, 08 luglio 2009

Indovina indovinello

Chi sarà mai la Flavia menzionata in Rispendo, il blog del Corriere.it curato da Marina Martorana?
A proposito, Marina: grazie per l'interessantissima conversazione.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 23:32 | link | commenti (11)
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lunedì, 06 luglio 2009

L'importanza di essere blogger

Ce l’avevo lì, appuntanta da mesi su quel blocchetto giallo che mi era stato regalato per aver partecipato alla riunione.

Bloggers want to be treaten as journalists, but they don’t play the same role”.

Non sono certa di avere trascritto fedelmente la frase.
Ma, insomma, il significato l'abbiamo capito.

Il mio rimpianto è quello di non aver avuto il coraggio di fare quella domanda che mi ha scervellato per mesi.
Per un brand che ruolo giocano i blogger, a differenza dei giornalisti?
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 22:12 | link | commenti (2)
marchi: cibo per la mente, carta e pena
domenica, 28 giugno 2009

Tutti intorno a Vodafone

Gennaro Gattuso.

Francesco Totti.

Ilary Blasi.

Francesco Facchinetti.

Cesare Cremonini.



Non so, ho come l'impressione che presto "testimonial Vodafone" diventerà una nuova categoria professionale da mettere sulla carta d'identità, un po' come "partecipante di reality".
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 18:09 | link | commenti (6)
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martedì, 16 giugno 2009

Lettera ai discepoli

Lo chiameremo Amleto: ci tiene alla privacy.

Amleto mi chiede che studi bisogna fare per entrare in pubblicità: università o scuole più specifiche?
Naturalmente, Amleto, non sarò io a dirti cosa fare della tua vita. Posso però aiutarti a dipingere la situazione attuale.

Le scuole specifiche
Prendiamo come esempio le 3 più famose d’Italia: IED, Hdemia e NABA.
Un anno in una di queste scuole non costa meno di 7 mila euro. Che, moltiplicati per i 3 anni del corso base, fanno 21 mila euro.
Se tu questi soldi li hai, Amleto, puoi approfittare di questi palchetti: molti docenti che vi insegnano sono professionisti e, se ci sai fare, potresti trovare la tua occasione.
Però, sii realista: pensa a quanti giovani ogni anno vanno a rimpolparne il corpo studentesco.
Fai un veloce calcolo: non c’è realmente un posto di lavoro per tutti.
Solo i migliori dei migliori lo troveranno subito e in maniera diretta.
Gli altri dovranno portare di agenzia in agenzia il loro portfolio patinato d’Accademia, che potrà anche far colpo su un Direttore Creativo, ma è pur sempre il lavoro di uno studente. Si sentiranno dire che mancano d’esperienza, e che l’unico modo che hanno per acquisirla è uno stage. Gratuito o poco più.
Nonostante tutto, se vuoi fare l’art director, probabilmente questo è il mezzo più efficiente.
Ciò non toglie che la retta di questi posti sia spropositata, elitaria e antimeritocratica.
 
L’università
La laurea è il pezzo di carta che fa felice mamme e nonne e ti metterà in pace con la coscienza: chissà, magari, un giorno, si rivelerà utile, se proprio non dovesse andare.
L’università va benissimo se vuoi fare il copywriter: risparmierai soldi e ti darà la possibilità di seguire il corso che realmente ti piace. Poco importa quale sia: scienze della comunicazione, lettere, filosofia, lingue. E’ come vivrai la tua materia di studio che farà la differenza, non cosa studierai.
Comunque, a maggior ragione in questo caso, dallo stage gratuito non si scappa.

Perché il tuo livello d’esperienza sarà al di sotto dello zero.
E non avrai nemmeno il portfolio da passare di agenzia in agenzia.
Fondamentale non rimanere troppo scollati dalla realtà: prescrivo una dieta a base di Web.

In conclusione, qualunque sarà la tua scelta, Amleto, ho una buona notizia per te.
Sei un uomo.
E solo per questo, le tue probabilità di farcela sono il doppio rispetto a quelle di una donna.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 01:13 | link | commenti (9)
marchi: carta e pena