cibo per la mente | Simply ADdicted

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Utente: TheJoker84
Nome: Flavia Brevi, aka TheJoker84

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e sono

*loading* convertiti all'amore per la pubblicità
mercoledì, 23 settembre 2009

Assaggi d'idee

Giuro di avere in serbo un post vero, uno di quelli scritti, uno di quelli che portano avanti una tesi.
Ma ora non posso pubblicarlo.
Deve essere rivisto e rimaneggiato un po’.
E insomma, ora non c’ho tempo.
Tempo che però trovo per segnalarvi alcune idee che potrebbero ispirarvi - tanto per questo ci metto un attimo:

1 - YouTube Doubler, ovvero: come associare due video presi da YouTube ne crei un terzo dotato di un nuovo significato tutto suo.

2 - Learn Something Everyday: ogni giorno, una curiosità in vignetta. Come questa:

learnsome
3 - Distraxion. Solo perché mi ha fatto sorridere.
 

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 23:01 | link | commenti (1)
marchi: cibo per la mente
domenica, 06 settembre 2009

Make my story bigger

Voglio il logo più grande. Il logo più grande!

Questo è il problema. Pensare che tutto consista nel rendere la scritta del logo il più estesa possibile e non rendere il brand più grande.
Nessuno si preoccupa della sua storia. Proprio nel senso letterario di “racconto”.

Mi manca leggere storie. Ne vorrei di più anche nella pubblicità.

(Per intenderci: il formarsi di una band dalle dubbie attitudini artistiche non è “storia”, è format.)

E ne vorrei di più anche sui blog che trattano di pubblicità.
Non fraintendetemi: vedere l’ultima azione di guerrilla fatta per il global warming è interessante, indubbiamente. Ma ci sono già centinaia di altri blog che fanno la stessa cosa, capite?

Rendetevi unici. Raccontate la vostra storia.

Come siete arrivati al mondo della pubblicità?
Vi ricordate ancora del vostro primissimo colloquio?
E di quella volta che stavate per vincere un premio, e poi…?

Raccontatemi la vostra storia con la pubblicità.

Anche se non siete professionisti. Anche se ne siete stati semplici spettatori.
Scrivetemi a flaviabrevi(chiocciola)alice.it.

Quello che scriverete potrebbe essere pubblicato su questo blog, o su un altro, oppure rimanere nella mia casella e-mail.
Non fatelo per essere pubblicati - non potrei mai offrirvi chissà quali vetrine -, fatelo come un regalo alla sottoscritta.

In cambio, io vi regalo questo (non tutto, però, guardatelo dal minuto 2:27 al 4:20).


scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 16:48 | link | commenti (1)
marchi: cibo per la mente
lunedì, 31 agosto 2009

Perché penso che l'era Berlusconi sia al declino



Mi piacerebbe scrivere che il motivo principale sia la redenzione di quel 47% del popolo italiano, ma non è questo.
Né il sex-gate appiccato dalla D’Addario, che ha confermato (nel caso ce ne fosse stato bisogno) che tra carriera politica e prostituzione la linea di demarcazione è davvero sottile.
Né lo sarà l’ennesimo processo giudiziario. Grazie al lodo Alfano.
Il motivo è un altro.

E cioè che Berlusconi, uomo che ha fatto della tv la sua forza e la sua fortuna, è la tv.
L’era berlusconiana, in tutte le sue fasi, ricalca l’evolversi dell’era televisiva.
Anche ora che sta per calare il sipario.

La fine della tv non significa che non guarderemo più la televisione (così come non è detto che Berlusconi non venga rieletto in futuro), ma che non useremo più i suoi paradigmi.
Sta già succedendo: guardate da dove provengono le conversazioni e i movimenti di oggi, per quanto le telecamere tentino di puntare le loro luci da un’altra parte.

Nessuna illusione: i miracoli non esistono.
Nemmeno in un mondo virtuale.
Per fare il salto definitivo occorre tempo. Forse più di quello rimasto al nostro settantatreenne Primo Ministro. 
Il cui tentativo di darsi un look più 2.0 tramite il lavoro di Marco Camisani Calzolari è stato vano: il Premier è troppo infatuato della censura (e delle querele, e dei bandi) per essere social.
E questo non è dovuto a motivi anagrafici, ma alla costituzione mentale.

(Costituzione. Una parola che assume una connotazione ironica se associata a Silvio.)

Insomma: non basta essere su Internet per credere di sapere cos’è il Web.
Non basta più sapersi pubblicizzare bene per essere bravi comunicatori. La capacità di confrontarsi e ascoltare è diventata determinante.
Non fa differenza che siate il capo di un governo o un brand.
Se pensate alla vostra vita ancora come a uno spot, sappiate che presto dovrete cambiare canale.
Volenti o nolenti.
domenica, 26 luglio 2009

Giovani speranze

E’ un’idea talmente semplice che mi stupisco non sia venuta a nessuno.
Quindi immagino che qualcuno in realtà ci abbia già pensato, ma ci saranno state delle ragioni per cui ancora non si è fatto.
Insomma, io la dico così, come un bambino che chiede al papà se gli uomini in Australia stanno a testa in giù, poi si vedrà.

Perché IED, HDEMIA o NABA non aprono un blog/portfolio/social network?

Mi spiego meglio.
Che un blog serva a una scuola è garantito. Avete presente quando insegnate ai vostri studenti l’importanza della condivisione? Eh.

Questione portfolio: a ogni studente dovrebbe essere data l’opportunità di inserire i propri lavori su questo blog.
E qui entra il discorso social network. Perché chiunque voglia caricare le proprie pubblicità dovrebbe prima aprire un profilo personale.
Non sarebbe male spiegare anche ai ragazzi come gestire tutti questi account che si stanno creando sul Web, tra l’altro.

Nel profilo non solo compariranno i classici dati personali, biografia ecc, ma sarà possibile vedere tutti i lavori dell’utente e commenti annessi e connessi.

Piccola parentesi. E’ vero che il Web è bello perché aperto a tutti. Ma io qui limiterei la possibilità di commentare solo previa registrazione al social network.
Perché? Soprattutto per evitare commenti anonimi nei quali vomitare invidie, screzi personali e insulti per nulla costruttivi. L’anonimato è un problema del Web: cancella il coraggio delle idee e deresponsabilizza l’utente.
(Naturalmente vi sono casi estremi dove l’anonimato favorisce proprio il coraggio della testimonianza, vedi la “rivoluzione di Twitter” in Iran, ma non mi sembra che questa sia la stessa situazione, non so voi.)

Anche chi non fa parte del corpo studenti potrà ovviamente lanciarsi in suggerimenti e pareri. Sempre, però, a patto di registrarsi al social network.
A chi si registra verrebbe in più fornita la possibilità di contattare privatamente tutti gli iscritti in modo da favorire conoscenze e collaborazioni.
E quando parlo di collaborazioni, non intendo solo quelle tra agenzia e studente, ma anche quelle tra aspiranti pubblicitari: questo strumento dovrebbe rendere più facile formare coppie creative.

Poi, certo, sarebbe meglio se la rete fosse inter-scuole e non intra-scuola, ma immagino che la rivalità per accaparrarsi il maggior numero di studenti paganti sia talmente alta che bisognerà sacrificare il bene reale dei giovani per una non più nobile causa.
Sbaglio?
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 22:00 | link | commenti (3)
marchi: cibo per la mente
domenica, 12 luglio 2009

Il trucco di un evento

Con buona pace di chi ultimamente lamenta il mio egocentrismo, scriverò di un evento a cui ho partecipato.
Ma non vi preoccupate: io sono solo una comparsa, una testimone, il vero protagonista del post sarà qualcun altro.

Nuova immagineE cioè Rajan Tolomei, make up artist di Max Factor, che mercoledì scorso ha mostrato a un gruppo di blogger le sue proposte per l’estate.
Credo che a questo punto mi tocchi di nuovo tranquillizzarvi: non mi metterò a parlare di trucchi.
So bene che Simply ADdicted è un blog sulla comunicazione.
Ed è su questa che voglio concentrami.

Io credo che quando si organizzi un evento del genere, ci sia un certo equilibrio da rispettare, e cioè quello di mantenere un ambiente altamente fashion senza far sentire le invitate inadeguate.

Prendiamo per esempio me, ma solo come prototipo di donna qualunque che si trova a presenziare a un'occasione come questa, che non è proprio il suo habitat naturale.
Quello che temevo, vi confesso, era di trovarmi di fronte un giudice implacabile e un po’ presuntuoso che, dall’alto del suo universo glamour, scendesse per soffiare su delle comuni mortali un po’ di polvere di stelle.

In realtà quello che ci siamo trovate di fronte è stato un professionista del make up, ma anche un ottimo comunicatore.
Con molta intelligenza ha saputo ironizzare su noi donne, raffigurando nostri vizi e capricci, ma senza mai offenderci o metterci in crisi.
Non si è trattato di un monologo da marchetta, per intenderci, ma di una vera conversazione che andava a sfumare dalle proposte di look Max Factor alle nostre domande più generiche sul trucco.
Solo se siete donne potete capire quali e quante leggende metropolitane girino sull'argomento.
Per quanto riguarda l’eloquenza di Rajan, quello che colpisce è la passione che trasmette quando parla del suo lavoro e il suo modo di esprimersi per metafore.

C’era di che prendere appunti anche sull’organizzazione dell’evento. O meglio: degli eventi.
L'appuntamento di mercoledì era infatti solo il primo di una serie di incontri Max Factor a cui le blogger sono state invitate. Non si trattava di un semplice baratto "invito-passaparola", ma di una strategia di fidelizzazione delle blogger, a cui sono state promesse anticipazioni e anteprime.
Immaginate quanto questo abbia solleticato la nostra curiosità femminile.

La conclusione a cui sono giunta coincide con la risposta alla domanda che mi ero posta un paio di post fa: "per un brand, che ruolo giocano i blogger, a differenza dei giornalisti?".

Che il giornalista trasmette in primo luogo l'informazione, il blogger l'emozione.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 16:50 | link | commenti
marchi: eventi, cibo per la mente
lunedì, 06 luglio 2009

L'importanza di essere blogger

Ce l’avevo lì, appuntanta da mesi su quel blocchetto giallo che mi era stato regalato per aver partecipato alla riunione.

Bloggers want to be treaten as journalists, but they don’t play the same role”.

Non sono certa di avere trascritto fedelmente la frase.
Ma, insomma, il significato l'abbiamo capito.

Il mio rimpianto è quello di non aver avuto il coraggio di fare quella domanda che mi ha scervellato per mesi.
Per un brand che ruolo giocano i blogger, a differenza dei giornalisti?
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 22:12 | link | commenti (2)
marchi: cibo per la mente, carta e pena
martedì, 23 giugno 2009

Sono stata hackerata

"Semplicemente - Quando del tuo lavoro non te ne frega un CAZZO"

Immagine3
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 18:31 | link | commenti (5)
marchi: cibo per la mente
sabato, 20 giugno 2009

Oceansize

Oceansize from Oceansize Team on Vimeo.

Dal 18 giugno 2009, per l'articolo n. 60 del Disegno di Legge 733, ogni sito (anche estero) che inviterà a disobbedire a una legge italiana ritenuta ingiusta verrà oscurato.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 12:23 | link | commenti (4)
marchi: cibo per la mente
mercoledì, 17 giugno 2009

Ammiro e un poco invidio


Se il nome PES vi ricorda qualcosa, quel qualcosa è probabilmente Western Spaghetti.
 
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 21:52 | link | commenti (5)
marchi: spot, cibo per la mente
sabato, 13 giugno 2009

Partly cloudy

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 12:26 | link | commenti (3)
marchi: cibo per la mente