Il 19 marzo si terrà la seconda edizione della Coppa dei Marpioni, il torneo di Subbuteo tra pubblicitari che vede in palio le grazie di una blogger.
Quest'anno hanno voluto strafare e il premio non sarà una, bensì tre avvenenti gatte.
Per ulteriori dettagli sulla competizione, specie la cerimonia di abiura per gli account, leggete qui.
Ecco lo spot di lancio, realizzato dalla Cialtroni & Associati:
Io vi anticipo solo che la sottoscritta sta lavorando alla campagna stampa, che pubblicherò presto su questo blog - sì, potete cominciare ad affilarvi gli artigli, io non temo giudizi - e che Simply ADdicted è tra gli sponsor dell'evento.
Vi prego.

Ditemi che è un fake (fake = presa per il sedere).
NB: in realtà, sì, è un fake. In particolare, è una "perla" del Festival Desencannes, manifestazione brasiliana che rifà il verso all'ufficialissimo e prestigiosissimo International Advertising Festival di Cannes e che premia i fake più improponibili, assurdi e sarcastici. In poche parole, quelle che sarebbero le pubblicità più impubblicabili.
Poi, beh, c'è anche chi questa linea di confine non l'ha ancora ben chiara.
Roberta mi segnala la nuova iniziativa di Tiscali: Mettici la faccia.

L'operazione sfrutta la filosofia dello UGC, lo User Generated Content. Calmi, calmi, vedo già scene di panico tra di voi, ma il concetto è semplicissimo: si tratta del contributo che il fruitore del Web apporta a questo nella produzione di contenuti. Ok, passiamo agli esempi, ch'è meglio: presente Youtube? Presente i blog? Ecco.
Nel caso specifico, si tratta di scegliere una vignetta, inviare la proprio foto e aspettare di godersi il fotomontaggio.
E se la vostra risulta l'immagine più votata, figurerete sui banner di Tiscali in giro per la rete.
E' vero, si era detto che il concorso in questione (che, ricordo, vede in palio la vincita di un vero falso del Leone d'Oro di Cannes) avrebbe riguardato miei precedenti post, per attestare il vostro grado di fedeltà, ma, insomma, qui io fo' quel che mi pare.
Dunque, mi sembra giusto che non solo chi segue accanitamente il blog, ma anche chi si dimostra sulle mie frequenze d'onda venga premiato.
Ri-dunque, chi indovinerà quale film pubblicizza quest'azione di guerrilla (che, tra parentesi, è stata fatta a San Paolo), si porta a casa un punto.

Dai, questa specie di stella non vi ricorda nulla?!? E va bene, altro indizio.

Eddai, la pizza!!!
Ancora niente?!? Ok, avete diritto a un terzo suggerimento: da piccola ero innamorata di uno dei protagonisti...Ma mia madre non vedeva molto di buon occhio questa storia.
Che la gara abbia inizio!
NB: ué, non barare, non vale andare sul sito indicato!
Rexona Men V8 ha lanciato, in Brasile, una promozione che sicuramente interesserà i suoi acquirenti (e anche chi, prima, suo consumatore non era): sul sito del brand è possibile personalizzare il modellino di una Maverick V8 e partecipare all'estrazione che vedrà il fortunato vincitore ricevere la vera macchina modificata secondo le direttive indicate.
Come se non bastasse, per dare eco all'iniziativa, l'agenzia ha inscenato quest'azione di guerrilla sulle strade di San Paolo - se, fino ad ora, il titolo di questo post vi è sembrato un mistero, eccovelo svelato.
Una Maverick cartacea a grandezza naturale che viaggia tranquillamente nel traffico non sarà di certo passata inosservata e avrà generato un sicuro word-of-mouth (sì, ok, "passaparola").
Un solo, piccolo dubbio.
Sulla vettura è riportato il claim del deodorante, "Accelera senza sudare".
Ora, chi si offre di testare se quei due tizi non si siano effettivamente pezzati dopo tutto quel...guidare?
Perchè, in caso contrario, stiamo parlando di pubblicità ingannevole.

Direi che più sintetica di come lo sono stata nel titolo non potrei essere.
Ma dato che lasciarvi così non mi piace, mi dilungo: in UK hanno ricoperto questa nuova Chevy Captiva dello stesso materiale argentato con cui sono fatti i biglietti "gratta e vinci". Quelli che vedete per terra (ecco, magari questo lo si poteva evitare, fa un po' troppo accattone) sono i penny (fasulli) di cui ci si poteva servire per scoprire dove si nascondesse la fatidica scritta "Hai vinto!".
Non fatemi dire cosa, chè odio essere ovvia.
Spero vivamente che le speciali monete fossero state progettate per non rigare la vettura, altrimenti, sai che regalo!
Il primo maggio 2007 lo Al-Hayat Newspaper ha lanciato l' "anti-smoking competition", una sfida per i giovani creativi ad inventare un visual per una campagna anti-fumo. I migliori ad verranno pubblicati sullo stesso giornale. Naturalmente, la competizione è un espediente ed essa stessa fa parte della campagna, che ve lo dico a fare.



Certo che, però, sarà difficile per i competitors battere in creatività la pubblicità della stessa gara.
Fonte: www.adofdamonth.com
Marta e Giovanni mi segnalano la galleria de La Repubblica on line, comprendente una serie di pubblicità che utilizzano il sesso, in maniera più o meno scioccante, più o meno ironica, come esca per attirare l’attenzione del pubblico.
Come suggeriscono anche Le Gatte di Via Plinio (link sulla destra), c’è da chiedersi quanto e quando quest’uso sia giustificato, o se sia una mera provocazione.
Spulciando, quindi, le varie immagini, ho avuto conferma di quel che pensavo da tempo: quando la creatività scarseggia, il pubblicitario pensa che sia meglio “adagiarsi” sul sesso, sicuro catalizzatore d’attenzione e possibile innesco di un passa-parola, piuttosto che cercare di motivare davvero il potenziale consumatore all’acquisto (sia esso basato sull’impulso, sulla razionalità o sull’emotività poco importa a questi creativi).
Ma la pubblicità non deve puntare solo al ricordo, che, per giunta, è ricordo della pubblicità stessa, non del prodotto (a questo proposito, ho letto da qualche parte che in un sondaggio sul famoso spot di Rocco Siffredi e la patatina, l’80% degli intervistati non ricordava minimamente la marca oppure riconosceva solo la busta trasparente -uguale, però, a quella della ditta rivale). La pubblicità deve riuscire a far fare il salto che spinga all’azione e, anche nel caso in cui miri prevalentemente al rafforzamento d’identità, dovrebbe puntare su associazioni quantomeno positive (è ovvio che mi sto riferendo alle campagne commerciali; discorso diverso, invece, per quelle sociali).
Ma ora, basta lagne: decidiamo tutti insieme quale, tra questa cerchia ristretta che ho selezionato, è in assoluto il peggior ad.
"Capriccio - Ladies Hairdresser"?
Dubito che una vera "lady" entrerà mai da un parrucchiere che utilizza una pubblicità come questa per farsi promuovere...
"TurboTax - Because you have more important things to do"
Provo ad indovinare. TurboTax è un servizio on line, che ti permette di pagare, in tutta sicurezza, le tasse da casa, con la massima comodità, senza problemi di limiti di tempo, senza inconvenienti come trovarsi uno sportello chiuso per una qualsiasi circostanza, senza dover fare file chilometriche, senza timore di non trovare parcheggio, o rimanere bloccati nell'ora di punta, o trovarsi di fronte un impiegato incompetente.
Ho indovinato? Non lo so, perchè questa pubblicità non ce lo dice. Tutto quello che ci riesce a comunicare è che "abbiamo cose migliori da fare". Migliori di guardare questo spreco di denaro, di sicuro.
"Casas - Everything a man could desire. In shoes."
Io già me lo vedo, l'uomo (e si presume quello di una certa posizione socio-economica) che entra in un negozio di scarpe e chiede: "Scusi, mi da' un paio di Casas? Le loro stringhe sono davvero formidabili. I due seni, invece, sono compresi nel prezzo?".
Prima di passare per una bacchettona, però, dirò subito che non sempre utilizzare il sesso in pubblicità è male. Dipende, certo, dal modo in cui lo si fa: se non è urlato ma solo allusivo, se è ironico anzichè offensivo.
Axe è una marca che strizza l'occhio all'uomo giovane, piacente (o che vorrebbe essere tale), un po' maschilista, un po' sfrontato, ma che riesce a farsi perdonare tutto e a cavarsela con un sorriso...

"Part good. Part bad. That's man's essence - New Axe Essence"
Questo che, tra quelli proposti da Repubblica.it, ritengo sia l'ad migliore, non a caso, è anche quello meno volgare.

Gianluca Diegoli, di minimarketing (link sulla destra), ha avuto questa fantastica intuizione.
Si tratta di una competizione, assolutamente amichevole, tra giovani blog (il che non implica, ovviamente, che i loro blogger siano altrettanto giovani!) inerenti all'ambito della comunicazione, del marketing, della pubblicità. Il tutto si svolge come in un regolare torneo, comprensivo di scontri diretti e turni da passare, fatta eccezione per il modo in cui si sancisce la vittoria o meno di un blog, decisione che spetta ad una giuria di professionisti dell’ambito e navigati blogger.
Gli elementi per una “sfida” stimolante ci sono tutti: clamorose esclusioni, piacevoli sorprese, un po’ di rammarico, qualche soddisfazione. Chi vince non guadagna effettivamente nulla, ma potrà fregiarsi dell’onore di essere stato considerato il migliore.
Quello che ho trovato più interessante del concorso è sicuramente il fatto che, in tal modo, molti blog abbiano potuto farsi una gran bella pubblicità, difatti alcuni di questi, a me prima ignoti, sono ora elencati tra i miei link preferiti.
Quindi, sicuramente, auspico che l’iniziativa si ripeta l’anno prossimo (sì, sono una ruffiana, è ovvio che sto trepidando per parteciparvi!).
Un consiglio l’avrei, però.
Il tutto avrebbe un valore aggiunto se si esplicitassero dei criteri per i quali un blog è considerato vincente su un altro. Per esempio, a mio parere, il costante aggiornamento dello spazio ha un certo peso, così come la varietà di fonti e materiale multimediale dovrebbe costituire una nota di merito. Poi, certo, entrerà anche in gioco una certa dose di gusto personale, però trovo che così la “critica” (se di questa si può parlare) sia più costruttiva e che tutti siano stimolati a migliorarsi ulteriormente (sempre che ritengano sia il caso).
Gianluca, che dici, mi sono guadagnata la citazione tra gli sponsor dell’operazione???