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Utente: TheJoker84
Nome: Flavia Brevi, aka TheJoker84

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lunedì, 31 agosto 2009

Perché penso che l'era Berlusconi sia al declino



Mi piacerebbe scrivere che il motivo principale sia la redenzione di quel 47% del popolo italiano, ma non è questo.
Né il sex-gate appiccato dalla D’Addario, che ha confermato (nel caso ce ne fosse stato bisogno) che tra carriera politica e prostituzione la linea di demarcazione è davvero sottile.
Né lo sarà l’ennesimo processo giudiziario. Grazie al lodo Alfano.
Il motivo è un altro.

E cioè che Berlusconi, uomo che ha fatto della tv la sua forza e la sua fortuna, è la tv.
L’era berlusconiana, in tutte le sue fasi, ricalca l’evolversi dell’era televisiva.
Anche ora che sta per calare il sipario.

La fine della tv non significa che non guarderemo più la televisione (così come non è detto che Berlusconi non venga rieletto in futuro), ma che non useremo più i suoi paradigmi.
Sta già succedendo: guardate da dove provengono le conversazioni e i movimenti di oggi, per quanto le telecamere tentino di puntare le loro luci da un’altra parte.

Nessuna illusione: i miracoli non esistono.
Nemmeno in un mondo virtuale.
Per fare il salto definitivo occorre tempo. Forse più di quello rimasto al nostro settantatreenne Primo Ministro. 
Il cui tentativo di darsi un look più 2.0 tramite il lavoro di Marco Camisani Calzolari è stato vano: il Premier è troppo infatuato della censura (e delle querele, e dei bandi) per essere social.
E questo non è dovuto a motivi anagrafici, ma alla costituzione mentale.

(Costituzione. Una parola che assume una connotazione ironica se associata a Silvio.)

Insomma: non basta essere su Internet per credere di sapere cos’è il Web.
Non basta più sapersi pubblicizzare bene per essere bravi comunicatori. La capacità di confrontarsi e ascoltare è diventata determinante.
Non fa differenza che siate il capo di un governo o un brand.
Se pensate alla vostra vita ancora come a uno spot, sappiate che presto dovrete cambiare canale.
Volenti o nolenti.
venerdì, 24 aprile 2009

Scusate, ma proprio non riuscivo a trattenermi.

Lo so che lo stanno facendo tutti, ma davvero credevate che una provetta copywriter come la sottoscritta si lasciasse sfuggire un'occasione simile?
Proprio no.

Così anch'io mi unisco a quanti hanno partecipato all'iniziativa di Paul The Wine Guy e usufruisco dei suoi generatori automatici di cartelloni di UDC e PD - e non si dica che non sono parcondiciosa! - per sfrenare la mia fantasia, tant'è che quella che andate a vedere è solo una selezione dei miei esperimenti.

UDC:

udc
USURAI
CLOACA

PD:

fermezza

pd

fifty-fity

Per carità, che nessuno la prenda sul personale, eh.
scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 00:49 | link | commenti (10)
marchi: fake, comunicazione politica, cibo per la mente
giovedì, 27 marzo 2008

Qualcosa sta cambiando. Ma in peggio.

Tutti i comunicatori auspicavano un maggior ricorso ai nuovi media in occasione delle nuove elezioni - personalmente, avrei pensato a svecchiare prima gli old media o proprio i candidati, comunque...

A onor del vero, nessuno ha gridato al miracolo, ma alcuni hanni avvisato alcuni piccoli passi nella giusta direzione.

Cosa ne penso io? Niente di nuovo sotto il sole.

Non vedo cambiamenti fintanto che il modo di comunicare (non solo il mezzo) rimane lo stesso che vedo in quegli insulsi spottini tv o sugli imbarazzanti cartelloni che mi rovinano la vista - e l'appetito.

Non scorgo novità se tu, politico, mi tratti e ti rivolgi a me come se io fossi uno di quei debosciati che rimpinguano il pubblico di "Buona Domenica" et similia.

Tu pensi che il web sia il luogo dei fancazzisti e dei buon temponi, giusto? Hai sentito per caso parlare di "viral" e magari pure della Obama girl e credi di aver perfettamente compreso lo spirito di tutto questo, vero? Magari apriamo uno di quei...cosi...come li chiamano quelli...ah, sì, blog, e il gioco è fatto, no?

E realizziamo anche video come questi, che, tanto, mica sarà il web il luogo dei contenuti, di chi cerca approfondimenti, discussioni, confronti:

       

Meno male che Silvio c'è - nota l'attacco che ricorda vagamente "Happy Christmas (war is over)" di John Lennon.

           

I'm PD - manca solo l'indiano e poi abbiamo ripreso tutti i personaggi dei Village People.

scribacchiato da: TheJoker84 alle ore 15:04 | link | commenti (12)
marchi: comunicazione politica, furti dalla rete
domenica, 17 febbraio 2008

La comunicazione politica. Questa sconosciuta. In Italia.

Leggevo, giorni fa, un articolo di Silvano Agosti per Il Bergamo. Parlava dei sosia di Barack Obama Jr. Ma mica sosia a caso, no, sosia di professione. Sono sette, perché tradizion vuole che sette siano i sosia di ogni essere vivente "con caratteristiche d’identità perfette" (su questa frase ci sto ancora ragionando), e sono stati dislocati nelle maggiori metropoli USA "per diffondere il sentimento di simpatia nei confronti del candidato". Il loro lavoro consiste, infatti, unicamente nel circolare tra la gente e sorridere a tutti senza sosta. Niente dichiarazioni, nessuna parola in più, solo sorridere. Cito testualmente: "pare che gli specialisti in statistiche abbiano appurato che vedere il probabile prossimo presidente degli Usa alla guida di un’auto agitare la mano in segno di saluto aumenti quotidianamente la sua popolarità di un buon cinque per cento". Lavoro redditizio, quello del sosia di Obama, che garantisce un "forte stipendio, per il periodo delle elezioni e, se il candidato viene eletto, una pensione per tutta la vita".

Non stupiamoci.

I sosia ufficiali e remunerati di Obama sono solo sette.

In Italia, i lecchini che godono della medesima sorte e fortuna sono molti, ma molti di più.

Anzichè il solito video di Yes We Can, beccatevi la chicca John.he.is e ridiamoci sopra per non piangere:

       

Ps: rimango, comunque, sempre più impressionata dalla sofisticata comunicazione politica adottata negli Stati Uniti. E se penso che da noi il massimo della comunicazione è una pietosa strimpellata cantata con la stessa intonazione di uno stitico seduto sul cesso, una censura qua e là nelle notizie o  l'inaugurazione dell'ennesimo simbolo di un "nuovo" partito, ecco, sto un po’ male.