La vita del pubblicitario.
Lustrini, loft, brunch, aperitivino, figa a mazzi.
E' così, no, nell'immaginario comune?!
Poi, un giorno, entra il dc (direttore creativo) nel tuo ufficio chiedendoti di trovare una reason why affinchè la gente compri questo:
Un aggeggio che fa sì che le donne piscino urinino come i maschietti.
So' cazzi - passatemela.
Complimenti al creativo in questione, comunque, a lui va tutto il mio rispetto e il mio plauso per essere riuscito a ideare uno spot simpatico, delicato, che evitasse, soprattutto, il tono fantascientifico del sito di WhizBiz:
"i nostri prodotti danno alle donne la libertà di urinare ovunque possa farlo un uomo".
"WhizBiz: leader nella tecnologia di raccolta dell'urina femminile".
Perchè, certo, la parità tra i sessi passa da qui.
Come sapete - o come dovreste sapere - questo blog fa parte del Crazy Marketing Network.

Bene, è con sommo orgoglio che annuncio la pubblicazione del nuovo sito dove, tra le varie chicche presenti, potrete trovare anche le biografie di noi autori e notare che la mia è sicuramente la più insulsa di tutte.
Comunque, a supporto del lancio del nuovo sito, eccovi il primo dei video di nostra produzione (bello poter usare la prima persona plurale anche se non hai mosso un dito) che, sulla falsa riga dei viral "Mac vs PC", spiega con ironia le differenze tra marketing tradizionale e non convenzionale:
Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio
Tutti i comunicatori auspicavano un maggior ricorso ai nuovi media in occasione delle nuove elezioni - personalmente, avrei pensato a svecchiare prima gli old media o proprio i candidati, comunque...
A onor del vero, nessuno ha gridato al miracolo, ma alcuni hanni avvisato alcuni piccoli passi nella giusta direzione.
Cosa ne penso io? Niente di nuovo sotto il sole.
Non vedo cambiamenti fintanto che il modo di comunicare (non solo il mezzo) rimane lo stesso che vedo in quegli insulsi spottini tv o sugli imbarazzanti cartelloni che mi rovinano la vista - e l'appetito.
Non scorgo novità se tu, politico, mi tratti e ti rivolgi a me come se io fossi uno di quei debosciati che rimpinguano il pubblico di "Buona Domenica" et similia.
Tu pensi che il web sia il luogo dei fancazzisti e dei buon temponi, giusto? Hai sentito per caso parlare di "viral" e magari pure della Obama girl e credi di aver perfettamente compreso lo spirito di tutto questo, vero? Magari apriamo uno di quei...cosi...come li chiamano quelli...ah, sì, blog, e il gioco è fatto, no?
E realizziamo anche video come questi, che, tanto, mica sarà il web il luogo dei contenuti, di chi cerca approfondimenti, discussioni, confronti:
Meno male che Silvio c'è - nota l'attacco che ricorda vagamente "Happy Christmas (war is over)" di John Lennon.
I'm PD - manca solo l'indiano e poi abbiamo ripreso tutti i personaggi dei Village People.
E, se la pubblicità non ti offre particolari spunti oggi, cerca l'ispirazione altrove.
In attesa della prossima tranche della Coppa dei Marpioni, il 2 aprile, eccovi un'intervista esclusiva a uno dei protagonisti della prima edizione del torneo di subbuteo per pubblicitari, Saudade Malinconia.
Prego notare nel video la comparsata del bannerino di Simply ADdicted al 15", 58" e al minuto 2:18.
Chi non si è sintonizzato qui il 19 marzo sappia che si è perso, oltre ad un gioco sopraffino nella nobilissima arte, una chat popolata da un'utenza quanto mai eterogenea e cazzara.
Sottoscritta in primis, of course.
Conosco poco il marchio Fergi, ma, da quel che posso dedurre dal sito, mi sembra un brand che punta alle giovani donzelle.
E proprio qui nasce il mio dubbio:

perchè usare come testimonial la mamma della Tatangelo?!?
(E concentriamoci sulla scelta dei testimonial perchè il "Tutta un'altra musica" non si può veramente sentire!)
Fonte: Je suis Monsiuer Porreau
E mentre si sta preparando l'uscita sul grande schermo di una nuova avventura di Indiana Jones, Lego ha ben pensato di cogliere la palla al balzo, crearne un alter ego in carne e ossa mattoncini e pixel e dedicargli un sito.
Ovviamente, quel che più m'appassiona non è assolutamente il sito, ma l'advergame in esso contenuto, nel quale potrete cimentarvi in una delle missioni dell'eroe. Requisiti richiesti: riflessi pronti, tempismo perfetto, abilità manuale.
Questo spiega perchè io non riesca a terminare nemmeno il primo livello.
(...)
Infine, come se ciò non fosse già abbastanza, è stato condito il tutto con un trailer promozionale:
Fonte: Color Of Ads
Update delle 14.31: ho superato il primo livello.
Update delle 14.56: passato anche il secondo.
Update delle 14.57: ora che sono arrivata sin qui, ho scoperto che il terzo e il quarto, ovvero gli ultimi due livelli, sono ancora under construction...MAVVAFFA!
Il problema serio di tenere un blog come questo sono le fonti.
Io ne consulto circa un centinaio giornalmente, poi ce ne sono altre 150 che visito un paio di volte a settimana, in base alla frequenza dei loro aggiornamenti.
E, credetemi, è un lavoro che richiede tempo. Soprattutto quando, poi, da uno di quei siti scopri altri blog da tener d'occhio.
Così è capitato che, leggendo Il Comunicatore, sia incappata in 16 di 16, storia di Francesco Colantonio e dei suoi tentativi per entrare in Leagas Delaney.
Poi è successo che, visitando Blog By Blue, sia rimasta colpita dal video di Poeta Di Sottofondo in cui si racconta il normale iter dell'aspirante pubblicitario e dove vengono ben delineati alcuni prototipi di direttori creativi ("Io sono leggenda" è il migliore):
E allora, che devo fare, continuo a leggere e navigare.

Fonte: Marketrix
Ora scrivo una mail e rivendico i miei diritti d'autore.
Dunque, la cattiva notizia è che oggi non ho trovato niente che mi colpisse particolarmente in giro.
La buona notizia è che, allora, posso pubblicare questo mini-micro-cortometraggio di Prada per presentare la collezione primavera-estate 2008, che avevo in serbo da qualche giorno:
Un titolo suggestivo, Trembled Blossoms, una realizzazione degna del più alto cinema, un modo originale e alternativo di mostrare i propri capi. (Una ci prova sempre, confidando nella magnanimità della signora Miuccia che, dopo tale elogio, si offrirà spontaneamente di regalarmi un accessorietto della sua linea)
Molto meglio,a parer mio, del primo spot televisivo di Louis Vuitton, A Journey:
Tono evocativo, belle immagini, eh, per carità.
Però, a me, quelle frasi da Bacio Perugina sul viaggio, già viste, già sentite, un poco stereotipate, danno noia.