Grandissima cazzata.

Soundtrack di "Simpson, The Movie".
Avete presente le bottiglie del latte?
Non queste, finora.

Roberto Cavalli firma il packaging in limited edition per Coca Cola Light.
Il concetto di base mi sembra abbia le sue salde radici: la bevanda si rivolge a un pubblico femminile attento (più o meno) alla linea e lo stilista è stravagante quanto basta per non risultare troppo maturo o serioso rispetto al marchio.
Aggiungiamo anche il fatto che l’iniziativa cade in occasione delle sfilate di moda milanesi.
E mi sembra tutto ben collaudato.
Esatto, questa è la parte in cui dirò: però.

La realizzazione.
Un poco poco scontatina, no?
Quello non lo definirei propriamente cucire un nuovo vestito addosso a una bottiglietta.
Cosa che mi aspettavo facesse il signor Cavalli.
Quello mi pare, piuttosto, piazzare delle texture - e non indugierò in commenti sul mio grado di apprezzamento del leopardato/zebrato/tigrato.
Speravo in qualcosa di diverso.
Che so, di creativo.
Tipo: tra poco inizierà il tormentone invernale sull'epidemia dell'anno, giusto?
Packaging a pustole e pois! 
Il 2009 sarà l'anno dell'astronomia?
Facciamo assomigliare il contenitore a un cannocchiale!
Io voglio la Google delle bibite.
Se non si è all'altezza, che Coca Cola ritorni al suo rosso Valentino.
Contro la baldanza overpromise, un approccio totalmente understatement.
"Ma parla come mangi!", voi mi direte - a ragione.
In parole povere: anzichè mostrarvi sul packaging una filante e appetitosa pizza dal nome "Napoli" o che so io, per poi scatenare in voi la delusione al momento della prova-verità dopo lo scongelamento e la cottura...

...Io battezzo la mia pizza "Ugly" e mostro un'immagine poco accattivante di ingredienti spiaccicati.
Però: la foto è elegante e meno casereccia del solito, inoltre ricordo che in natura la bontà e genuinità dei prodotti non coincide sempre con la loro perfezione estetica - sinonimo di artificialità e manomissione.

Aggiungerei un prezzo un pizzico più alto - la qualità ripaga - e una distribuzione che segue quella del galoppante mercato biologico.
Et voilà, il marketing è servito.
Fonte: Trend Insights
Il concetto "tutta polpa di vera frutta" risulta un po' stantio ormai - oltre che platealmente menzognero.
Espresso tramite il packaging, però, no.


Fonte: luis MARAM
Aaah, sììì, SureMen, il deodorante per l'uomo che non deve chiedere mai, forte, sicuro di sè, caldo, maschio...

Allora qualcuno mi spieghi perchè il packaging ricorda vagamente un vibratore.
Nell'outdoor qui sopra, nella versione per sadici e masochisti.
Fonte: Mastercom
PS: sì, lo so, è per uomini che vogliono far credere di avere un fallo così. Però ricordatevi che, nel tentativo di apparire super maschioni a tutti i costi, potreste trasmettere un altro messaggio.
Ecco come Coca-Cola ha informato le agenzie della sua nuova campagna pubblicitaria: un mini distributore di bevande contenente una bottiglietta dallo speciale packaging ed il piano di comunicazione.
Che non si fa mancare nulla: Internet, spot, packaging ad hoc. Insomma, quel che si dice "integrare i media".
Non c'è niente da fare: i brand leader nel loro settore sono sempre, pensa un po' la coincidenza, leader nella comunicazione.
Fonte: Comunicadores De Plantao
Havaianas, che io non so se sia il leader per le infradito, ma di sicuro lo è nella comunicazione per calzature, propone un packaging assolutamente da star per i suoi ultimi modelli tutti glamour/glitter/fèscion.

Fonte (dove potete vedere anche la versione per donnine): Còlicos Creativos.
Scusate la volgarità, ma quest'azione di alternative advertising ha, veramente, i controcazzi.

Un banco di libri su come migliorare la memoria. Niente di nuovo. A parte un piccolo particolare: i libri sono fatti completamente di post-it.
Ambient, guerrilla, packaging, tutto in uno a supporto di un messaggio autoevidente: niente come un post-it per ricordare.
Un'azione davvero indimenticabile.
Perchè non creare, a questo proposito, delle Pagine Gialle fai-da-te colme di post-it?
Fonte: Comunicadores De Plantao
E che un certo packaging a volte possa fare più rumore di tanti spot immersi nel magma televisivo, è assodato.
Come questa iniziativa di P Magazine che, in vista di un articolo sulla vita delle donne afghane che indossano quotidianamente il burka, ha predisposto una speciale borsa in cui mettere il giornale.
Titolo dell'operazione (e dell'articolo): "Life through a burka - La vita attraverso un burka".
Fonte: DirectDaily
Orribile il nome di questa catena di coffee shop: "Oh it's fresch!" - "Oh"?!? Semmai mi meraviglio se trovo tutto stantio e scaduto, mica se è fresco.

Adorabile la confezione monodose di latte per macchiare il caffè o da aggiungere al tè - solo, mi sto ancora chiedendo quale sia il nesso con le donzelle pettorute che si vedono nell'immagine.
Fonte: www.ibelieveinadv.com