Lungi da me dare del maniaco al mio concittadino, mi sto semplicemente riferendo all’acronimo da lui elaborato in "L’italiano – lezioni semiserie". Un trucchetto che racchiude le regole fondamentali per quando si vuole o deve scrivere - ad un amico, per una tesi, su un blog.
Pensa (aspetta a scrivere: prima decidi cosa dire)
Organizza (elenca i punti da toccare)
Rigurgita (butta fuori, senza pensarci troppo)
Correggi (e rileggi con calma, almeno due volte)
Ometti (togli tutto ciò che non è necessario)
Come dite, roba elementare e risaputa? Forse ma, di certo, poco messa in pratica.
Un solo appunto: Beppe, non te la prendere se molti dei claim pubblicitari sono in inglese. Devi pensare che la maggior parte delle aziende che possono permettersi un annuncio su un quotidiano o uno spot alla tv sono internazionali, dunque meglio adottare una formula univoca per implementare il senso di identità di marca che non declinare il motto per ogni paese.
Ieri mi è arrivata una mail da parte della segretaria della lista politica di cui dovrei curare il sito web (o meglio, così mi era stato detto 6 mesi or sono, ma sapete come vanno queste cose...la burocrazia, la politica, il provincialismo, l'arretratezza mentale...).
In allegato, il manifesto del gruppo.
Sfondo azzurro e blu. Che tutti sappiamo che linea politica rappresentino. Peccato che qui si vorrebbe promuovere il fronte opposto.
L'intera superficie è stata riempita di parole, sigle, cifre. Tutte grosse, tutte rozze, tutte giallo fosforescente. Non c'è un solo spazio libero eppure il messaggio è decifrabile solo per pochi eletti (leggi: gli stessi creatori del manifesto).
Aiutatemi voi a trovare un'espressione più elegante di "mi fa cagare".
Non vorrei passare per maleducata.
"I veri poeti sono quelli che dominano la loro creatività. Non quelli che le consentono di farsi mettere in gabbia. I padroni della propria arte sono innanzitutto padroni di se stessi. Pubblicitari, seguiamo dunque il loro esempio."
da Hollywood lava più bianco di Jacques Séguéla (mica bruscolini).
Il post di apertura di un blog è sempre una bella impresa. Come fare per catturare l'attenzione del saltellante spulciatore di blog, convincerlo dell'unicità del vostro spazio (in mezzo a milioni di altri) e fidelizzarlo ad una lettura, se non quotidiana, perlomeno periodica?
Ecco, se sapessi rispondere a queste domande, probabilmente non sarei ancora una studentessa in Scienze della Comunicazione. Comunque ci provo.
Prometto solennemente al popolo del web di essere breve e concisa. Ma accurata e precisa. Questo blog tratterà prevalentemente di pubblicità, ma, per forza di cose, toccherà anche il più vasto ambito della comunicazione. Dunque libri, cinema, televisione, Internet, teatro...tutto, insomma, ne farà parte.
Del primo post, più difficile ancora dell'apertura è la sua conclusione, dunque io decido di tagliare la testa al toro e non finire ques