Considerazioni schematiche dopo aver letto questo articolo in merito a sottostante spot:
a) a chiedere l'interpellanza sono Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa. Dunque, se ben ricordo, trattasi di: un'ex attricetta di sexy commedie, fallita nonostante le raccomandazioni della zia (tal Sofia Loren), che ha ripiegato sulla carriera politica grazie alle raccomandazioni da parte paterna; un'ex conduttrice televisiva, fallita nonostante a tutti sia rimasta impressa la sua bravura sul toro meccanico di Buona Domenica; un'ex sciatrice che a fine carriera agonistica s'è detta: "Se si buttano tutti in politica, perchè non dovrei farlo anch'io?!".
b) L'accusa non è la denigrazione della donna o di un movimento storico, no, ma la - dio, non ci posso credere - promozione di "costumi sessuali promiscui e irresponsabili". Se non fosse che conosco bene questi polli, direi che stanno facendo dell'ironia, dati i prerequisiti che servono per ottenere un Ministero - che so, delle Pari Opportunità - in questo governucolo.
E poi: siamo ancora a questo? Crediamo ancora, davvero, che quel che vediamo in televisione lo dobbiamo sistematicamente, immediatamente emulare? Siamo ancora ai "persuasori occulti" di Packard, alla bigotteria anni '50, alla sfiducia nella capacità umana di cogliere l'ironia (e anche un po' di iperbole)?
c) Altra accusa: il futuro nascituro "viene ridotto al prodotto del gioco di una notte. (...) Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali". Mie care deputate, ora vi dirò una cosa che vi sconcerterà: un bambino è, effettivamente, il prodotto, usiamo pure il termine "risultato" se preferite, di una notte. Anzi, più precisamente, credo sia tutta questione di pochi secondi. Poi ci sono le gravidanze cercate e quelle capitate, quelle nate dall'amore di due persone, o volute dall'egoismo di una sola, o dovute alla sbadataggine di una coppia. Il feto è anche decisione del fato, certo. E, già che siamo in vena di confidenze: se mi toccate la 194, vi vengo a fare una visitina a casa.
d) "Interpellanza parlamentare"?! INTERPELLANZA PARLAMENTARE?! Quando Berlusconi, salendo al Governo, disse che sarebbe intervenuto tempestivamente sui problemi lasciati dalla sinistra, intendeva dire che i problemi dell'Italia sono le immunità parlamentari, le intercettazioni telefoniche e lo spot di Tim?!?
Ma andate a lavorare, va'.
La notizia non è proprio fresca fresca di stampa: il 21 marzo di quest’anno vengono dichiarati i vincitori degli Oscar di YouTube.
Ora, voi immaginatevi le cifre: 65.000 sono i video caricati ogni giorno e il canale è attivo dal novembre 2005. E’ inutile che io vi dica il totale, perché dal momento in cui questo post verrà pubblicato a quando lo leggerete sarà passata tanta di quell’acqua sotto i ponti che il risultato puzzerà già di marcio - e poi: chi c'ha voglia di fare di questi conti?!
Comunque: quanti di questi video saranno viral? Quanti studiati con l’esplicito compito di destare interesse e scatenare un passaparola morboso? Quanti sono stati escogitati da menti e menti di professionisti, coi loro brainstorming, le loro tabelle sul target, i loro premi alla creatività?
E poi, ecco il vincitore: un bambino che ride automaticamente ogni volta che viene strappato un pezzetto di carta.
Senza logica, lontano dalla premeditazione, scevro di qualsiasi nozione. La sua sghignazzata non varia, non si attenua nonostante la prevedibilità di quel che succede, è successo e succederà tra un attimo, né possiamo dire che si appoggi su qualcosa di veramente comico.
E’ carta che si strappa, checacchio!
Eppure è questo il video tra i più visti e certamente il più amato dagli utenti di YouTube.
Perché niente è più contagioso e virale di una risata fatta giusto per il gusto di ridere.
D’altronde, qualcuno l’aveva preannunciato: una risata, a noi tutti teorici e calcolatori del divertimento, ci seppellirà.
Tutto per dire che Skype deve aver capito questo e, difatti, ha scatenato la Laughter Chain*.
*Segnalatami da Claudio.
Claudio mi segnala due viral di Punto, auto di MammaFiat che ha deciso di approcciare i giovani tramite canali a loro familiari (leggi: iutub).
Apprezzo l'idea alla base di questo video, dove il tubo di scappamento della macchina diventa parte integrante di diversi sport (con la stessa tattica, infatti, potremmo cimentarci anche nel tennis, nel tiro al piattello - no, forse questo no - e nel volano):
Se volete guardare anche l'altro viral, sapete dove cliccare. Qui, scemetti.
Mizio mi segnala che il 27 giugno (data che potete facilmente ricordare associandola al giorno in cui diventerò Dott.ssa) esce nelle sale Italian Dream, film di Sandro Baldoni.

Ora, settimana prossima esce anche l'ennesimo film di Vanzina.
E allora vorrei esprimere il mio Italian dream: sogno un Paese che decida di snobbare i soliti filmetti tette-corna-equivoci fritti e rifritti per rifugiarsi in questa piccola oasi felice di cinema indipendente.
Un Paese che sappia riconoscere il vero talento e che trovi il coraggio di premiarlo.
Qualcosa mi dice che ora siete curiosi di leggerne la trama.
Roberta mi segnala questo video realizzato dal dipartimento strategico-creativo di NinjaMarketing, NinjaLab, per la birra Golden Fire:
Complimenti al donnino.
In questi giorni stavo ponderando l'idea di realizzare un video promozionale per il blog. Ovviamente, la speranza è quella che il video giri abbastanza da creare curiosità e un certo seguito.
Ma, proprio qui, è sorto un dubbio: come capire se un filmato può diventare viral?
Intendo il viral vero, quello spontaneamente generato, volontariamente messo in circolo.
E' stato allora che, a sua insaputa, una gatta mi è venuta in soccorso, segnalandomi questo spot di Heineken:
Facciamo così, dunque: io faccio la mia scommessa e punto tutto sul fatto che questo video diventerà presto virale, scatenerà spoof pubblicitari, rifacimenti da parte di altri utenti di YouTube e, grazie all'idea declinabilissima, episodi successivi.
Se così dovesse accadere, potrei anche lanciarmi nel realizzare il video per Simply ADdicted.
In caso contrario, invece, vorrà dire che di viral ho ancora molto, ma molto da imparare.
PS: ma voi l'avevate riconosciuta?
Fables mi segnala l'azione di guerrilla lanciata per la Gazzetta dello Sport, che si integra perfettamente con lo spot in onda da qualche settimana:
Qualche nota:
Fables mi segnala il corso di formazione in marketing non convenzionale promosso da Marte Live che si terrà a Roma.
Per maggiori dettagli, eccovi il bando d'iscrizione, dove potrete trovare risposta ad ogni vostro quesito.
Mamma come mi sento profescionall a scrivere di certe cose.
Luca Bartoli mi segnala il suo ultimo spot per SKY VIVO e io pubblico.
Agenzia: Forchets
Direttori creativi: Niccolò Brioschi, Andrea Baccin
Art director: Andrea Vitali
Copywriter: Luca Bartoli
Director: Matteo Bonifazio
Producer: Tommaso Pallicci 4 karen film
Music by: Bobby Solo
Ok, c'avete ragione, oggi sono tegna di parole, ma, ragazzi, ho del lavoro da fare.
Domani ci sentiamo meglio, dai.

Calliroe mi fa notare come quest'ambient assomigli in maniera impressionante a quello recentemente visto a Copenaghen.
In un vocabolario dove l'espressione "assomigliare in maniera impressionante" equivale a "qui qualcuno ha copiato", ovvio.
Là una campagna di sensibilizzazione al Parkinson, qui - forse più intuitivamente - alle numerose difficoltà che i disabili incontrano quotidianamente.
Ora, dato che di causa etica si tratta, non sarò troppo cattiva e il furto non mi sembra poi così grave.
Però mi sembra giusto dare a Cesare quel che è di Cesare.
Soprattutto se Cesare è un gruppo di studenti della School of Visual Arts, che hanno ispirato i creativi - professionisti strapagati - della Saatchi & Saatchi danese e che hanno trovato per primi quest'idea che mi ha catturato sin dal primo sguardo.